Ogni anno, tra aprile e settembre, milioni di italiani si ritrovano a fare i conti con la dichiarazione dei redditi. Chi la presenta in autonomia, chi si affida a un commercialista o a un CAF, chi pensa di potersela saltare. La dichiarazione dei redditi 2026 riguarda i redditi percepiti nel corso del 2025 e porta con sé alcune novità importanti rispetto all'anno scorso: nuovi scaglioni IRPEF confermati, modifiche alle detrazioni per i familiari a carico, cambiamenti sui bonus casa, nuove agevolazioni per alcune categorie di lavoratori e aggiornamenti sui bonus deducibili.
Cos'è la dichiarazione dei redditi e a cosa serve
La dichiarazione dei redditi è il documento con cui ogni contribuente comunica allo Stato quanto ha guadagnato nell'anno precedente e calcola le imposte effettivamente dovute. Non è solo un adempimento burocratico: è anche lo strumento principale per recuperare le detrazioni fiscali a cui hai diritto: spese mediche, interessi sul mutuo, bonus casa, spese scolastiche, contributi previdenziali e molto altro.

In pratica funziona così: durante l'anno il tuo datore di lavoro (o l'INPS per i pensionati) trattiene direttamente dalla busta paga o dalla pensione un'anticipazione delle tasse, le cosiddette ritenute IRPEF. Con la dichiarazione dei redditi si fa il conguaglio: si calcola l'imposta realmente dovuta e si confronta con quanto già pagato. Se hai pagato troppo ricevi un rimborso; se hai pagato troppo poco devi versare la differenza. Questo meccanismo rende la dichiarazione dei redditi molto importante anche per chi ha solo uno stipendio o una pensione: rinunciarvi significa perdere il diritto a rimborsi e detrazioni.
Chi deve presentare la dichiarazione dei redditi nel 2026
Non tutti sono obbligati, ma molti ne hanno comunque convenienza. Sono obbligati a presentarla:
- chi ha avuto più datori di lavoro nel corso del 2025 (anche se non contemporaneamente)
- chi ha redditi da affitti, lavoro autonomo occasionale, plusvalenze o altre fonti oltre allo stipendio
- chi ha ricevuto redditi dall'estero
- i titolari di Partita IVA (che usano il Modello Redditi PF)
- chi ha redditi da criptovalute superiori alle soglie di esenzione
- chi ha decaduto dall'Assegno Unico per mancata presentazione dell'ISEE
Non sono obbligati ma conviene presentarla:
- i lavoratori dipendenti e pensionati con un solo datore di lavoro che però hanno sostenuto spese detraibili (mediche, scolastiche, lavori in casa, mutuo, ecc.)
- chi ha versato contributi a fondi pensione
- chi ha figli a carico universitari
Attenzione: se non presenti la dichiarazione dei redditi quando sei obbligato, rischi sanzioni che vanno da 250 a 1.000 euro, più il 120-240% delle imposte non versate. Non vale la pena rischiare.
I due modelli: 730 o Modello Redditi PF?
Esistono due modelli principali per la dichiarazione dei redditi delle persone fisiche. Capire quale usare è il primo passo.
Modello 730: per dipendenti e pensionati
È il modello più semplice e più usato in Italia. Può essere presentato da lavoratori dipendenti (anche con contratto a termine o part-time) e pensionati che possiedono redditi da lavoro dipendente, pensione e alcuni redditi diversi. I coniugi possono presentare il modello 730 in forma congiunta. Il modello 730 va presentato entro il 30 settembre 2026, direttamente online o rivolgendosi a Centri di assistenza fiscale (Caf), professionisti abilitati o al sostituto d'imposta (cioè al proprio datore di lavoro).

Modello Redditi PF: per tutti gli altri
Tutti gli altri soggetti e i contribuenti non residenti fiscalmente in Italia nell'anno d'imposta e/o nell'anno di presentazione della dichiarazione dei redditi presentano il modello REDDITI PF. Il termine di presentazione è il 31 ottobre 2026, online o rivolgendosi a Centri di assistenza fiscale (Caf) o ai professionisti abilitati. Le persone fisiche non residenti che al momento della presentazione si trovano all'estero e non possono effettuare la trasmissione telematica possono inviare il modello REDDITI PF entro il 30 novembre dell'anno successivo a quello d'imposta a mezzo raccomandata o altro mezzo equivalente.
La dichiarazione precompilata: come funziona
Per semplificare l'adempimento, l'Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti il modello 730 e il modello Redditi Persone Fisiche precompilati, che contengono già diversi dati inseriti automaticamente, tra cui le detrazioni per spese sanitarie, spese universitarie, spese per premi assicurativi, contributi previdenziali, bonifici per interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica. La dichiarazione precompilata è un servizio online gratuito al quale si accede con SPID, CIE o CNS. I cittadini residenti all'estero non in possesso di un documento di riconoscimento italiano possono utilizzare anche le credenziali dispositive rilasciate dall'Inps.
All'interno del servizio è possibile visualizzare, modificare e/o integrare la propria dichiarazione e infine inviarla all'Agenzia. Una volta effettuato l'invio, la dichiarazione con il protocollo dell'invio resta visualizzabile e scaricabile all'interno della propria area autenticata. Per il 730, l'Agenzia metterà a disposizione a partire da maggio un questionario semplice e intuitivo per la conferma dei dati. I contribuenti dovranno solo confermare o modificare i dati precompilati: non è necessaria la firma di un CAF o di un professionista.
Le detrazioni da non dimenticare nel 2026
Le detrazioni fiscali sono la parte più redditizia della dichiarazione dei redditi, ma spesso vengono dimenticate o sottovalutate. Ecco le principali da tenere d'occhio:
| Categoria | Spese detraibili | Percentuale di detrazione |
|---|---|---|
| Spese sanitarie | Spese mediche, dentistiche, farmaci, visite specialistiche | 19% sulla parte eccedente 129,11 euro |
| Spese veterinarie | Cure per animali domestici | 19% sulla parte eccedente 129,11 euro |
| Interessi passivi mutuo | Mutuo prima casa | 19% fino a 4.000 euro |
| Spese asilo nido | Retta asilo nido | 19% fino a 632 euro |
| Spese scolastiche | Retta scuola, libri, materiale didattico | 19% fino a 800 euro |
| Spese universitarie | Tasse universitarie, corsi post-laurea | 19% fino a 3.000 euro |
| Bonus edilizi | Ristrutturazioni, riqualificazione energetica | 50% o 65% a seconda dell'intervento |
| Erogazioni liberali | Donazioni a enti no-profit, fondazioni | 19% o 30% a seconda del tipo |
| Contributi previdenziali | Versamenti a fondi pensione | Deducibili fino a 5.164,57 euro |
Novità 2026: cosa cambia rispetto all'anno scorso
La dichiarazione dei redditi 2026 introduce alcune modifiche significative. I nuovi scaglioni IRPEF confermati riducono le aliquote per i redditi medi, mentre le detrazioni per i familiari a carico subiscono ritocchi: per i figli maggiorenni a carico, ad esempio, il limite di reddito è stato alzato, ma le detrazioni sono state ridotte per i redditi più alti. I bonus casa vedono una stretta: le detrazioni per ristrutturazioni edilizie scendono dal 50% al 36% per le seconde case, mentre per la prima casa restano al 50% fino a 96.000 euro di spesa. Le agevolazioni per i lavoratori autonomi e le partite IVA sono state ampliate con nuove deduzioni per le spese di formazione e aggiornamento professionale.
Come presentare la dichiarazione: passo dopo passo
- Raccogli tutta la documentazione: Certificazione Unica (CU) del datore di lavoro o dell'INPS, ricevute di spese mediche, scolastiche, assicurative, bonifici per lavori edilizi, contratti di mutuo, contributi a fondi pensione.
- Scegli il modello giusto: 730 se sei dipendente o pensionato con redditi semplici; Redditi PF se hai partita IVA, redditi complessi o non sei residente.
- Accedi alla dichiarazione precompilata sul sito dell'Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS.
- Verifica e integra i dati: controlla che le spese siano corrette e aggiungi quelle mancanti (ad esempio, spese mediche non inserite automaticamente).
- Invia la dichiarazione entro la scadenza: 30 settembre per il 730, 31 ottobre per il Redditi PF.
- Se hai diritto a un rimborso, attendi il conguaglio in busta paga o pensione, oppure richiedilo tramite F24.
Errore comune: non presentare la dichiarazione quando conviene
Molti lavoratori dipendenti con un solo datore di lavoro pensano di non dover presentare la dichiarazione perché le ritenute sono già state calcolate. In realtà, se hai sostenuto spese detraibili (mediche, scolastiche, lavori in casa, mutuo) e non presenti la dichiarazione, perdi automaticamente il diritto al rimborso. Anche se non sei obbligato, conviene sempre presentarla per recuperare le detrazioni. Un'altra trappola frequente è dimenticare di inserire le spese veterinarie o le erogazioni liberali, che spesso passano inosservate ma possono generare un rimborso significativo.
Consiglio finale: non aspettare l'ultimo giorno
La scadenza del 30 settembre o del 31 ottobre può sembrare lontana, ma la raccolta dei documenti richiede tempo. Inizia a maggio, quando l'Agenzia delle Entrate mette a disposizione la dichiarazione precompilata. Controlla subito i dati: se trovi errori o omissioni, hai tutto il tempo per correggerli. Se ti affidi a un CAF o a un commercialista, prenota per tempo: nei mesi di giugno e luglio gli studi sono intasati e potresti rischiare di non rientrare nei termini. La dichiarazione dei redditi non è un optional: è il modo più semplice per recuperare ciò che ti spetta e evitare sanzioni che possono diventare molto salate. Non lasciare che una scadenza mancata ti costi più di quanto hai guadagnato.
