Unicredit pubblica i risultati del trimestre

Unicredit, uno dei principali istituti di credito del Paese, ha recentemente diffuso i propri risultati trimestrali. Stando a quanto si legge nel materiale diramato agli stakeholders, il gruppo bancario milanese ha archiviato i risultati del secondo periodo dell’anno con un utile netto rettificato per le poste straordinarie pari a 687 milioni di euro, con un incremento su base annua del 31,5 per cento. Grazie a tali risultati, Unicredit ha dunque potuto mandare in archivio il secondo trimestre con un livello di redditività che è superiore alle attese di mercato, pari a meno di 665 milioni di euro.

Per quanto concerne le determinanti che hanno influenzato un simile risultato, il dato ha evidentemente tratto un buon beneficio dalla componente delle commissioni da trading, anch’esse superiori alle stime di consenso, a cui si aggiunge anche un contributo migliore delle attese derivanti dalle attività core, con il margine di interesse cresciuto dell’1,4 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Ancora, scorrendo i dati di conto economico riclassificato salta all’occhio come nel trimestre ora oggetto di considerazione, i ricavi sono complessivamente risultati pari a 6,2 miliardi di euro, in progresso del 7,1 per cento rispetto al dato dell’analogo periodo del precedente esercizio, con i costi operativi che sono scesi del 4,3 per cento a 3,3 miliardi di euro.

Sul fronte patrimoniale, il Common Equity Tier 1 è salito a 10,51 punti percentuali dal 10,31 per cento di fine marzo. Di contro, il CET1 fully loaded è calato a 10,33 punti percentuali dal 10,45 per cento di fine marzo, che però non contempla le operazioni di cessione effettuate dal gruppo nel mese scorso; il tal modo, tale valore pro forma si attesterebbe al 10,65 per cento. Ricordiamo che Unicredit fa parte delle cinque banche che sono state recente oggetto di analisi attraverso gli stress test dell’Eba e che, insieme ad altre tre banche italiane, è riuscita a superare positivamente il test (l’unica banca bocciata è Monte dei Paschi di Siena, per cui però è già pronto – e già approvato dalla Commissione Europea – un nuovo piano di salvataggio, mentre Intesa Sanpaolo, anch’essa interessata dagli stress test, ha concluso le analisi con risultati di eccellenza, che hanno posto la banca italiana ai vertici d’Europa).

Appuntamento quindi con i prossimi risultati trimestrali, per verificare se il positivo trend intrapreso da Unicredit avrà o meno una conferma negli ulteriori dati di periodo.

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