Russia, crescita sempre più lenta

Che sia un esclusivo risultato delle sanzioni, o il prolungamento e l’accentuarsi di difficoltà che erano già presenti sul mercato locale, saranno le prossime analisi a ricondurlo. Quel che finora appare certo è che la Russia sta rallentando ancora, ponendo serie perplessità sulla tenuta del dinamismo moscovita.

Gli ultimi dati sostengono ad esempio come il calo dei prezzi degli idrocarburi e dei metalli stia indebolendo ulteriormente le prospettive di crescita economica della Russia per quest’anno, prolungando la recessione che il Paese sta attraversando già da 18 mesi. Una considerazione riportata all’interno dell’ultima osservazione dell’agenzia di rating Standard&Poor’s, che ricorda come l’inizio del 2016 sia stato caratterizzato da un flop delle quotazioni delle principali materie prime, e in particolar modo del petrolio (il Brent è sceso al di sotto dei 30 dollari al barile).

Nonostante il tentativo di rimbalzo, inoltre, “i future di breve termine resteranno probabilmente sotto pressione dal momento che l’offerta globale di petrolio continua a crescere a un ritmo superiore a quello della domanda” – hanno poi puntualizzato gli analisti di S&P, con dichiarazioni riprese dal quotidiano MF – “Lo shock subito in materia di scambi commerciali continua a pesare sul reddito reale e sulla domanda interna della Russia, mentre le politiche di inasprimento monetario e fiscale restano finalizzate a una stabilizzazione del contesto macroeconomico piuttosto che a un incremento della crescita economica nel breve periodo”.

Proprio sulla base degli elementi di cui sopra, gli analisti dell’agenzia di rating hanno poi provveduto a modificare le loro aspettative. Per gli esperti di Standard & Poor’s, in particolare, il pil reale della Russia si contrarrà dell’1,3% nel 2016″, andando quindi a porre le basi per la realizzazione di un dato nettamente rivisto al ribasso rispetto alle stime precedenti.

Nei loro studi precedenti, infatti, gli economisti avevano addirittura previsto un’espansione dell’economia russa per 0,3 punti percentuali (il report risale tuttavia all’ottobre del 2015). Come se non bastasse, l’agenzia di rating S&P ha poi tagliato anche le stime di crescita economica anche per il 2017, dall’1,8 all’1%.

Insomma, la recessione continuerà a interessare l’economia di Mosca ancora per un bel pò, e le previsioni per il futuro a medio termine parlano di una ripresa molto lenta e, probabilmente, molto più faticosa di quanto si potesse immaginare.

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