Presto si potranno acquistare i future sulle uova

Fino a questo momento i trader hanno avuto l’opportunità di acquistare un largo numero di future. Dal ferro al rame, dall’oro al petrolio, non sono pochi gli asset su cui è stato possibile investire mediante tali contratti. Tuttavia, qualcosa sta per cambiare, andando a integrando il già vasto panorama con nuovi beni, come le uova.

Stando a quanto affermato dal quotidiano New York Times, infatti, la nuova liquidità immessa sul mercato dalle autori cinesi sarebbe parzialmente finita nei future sulle uova di gallina o in quello dell’aglio, andando direttamente influenzare le loro “quotazioni” e, soprattutto, aprendo interessanti scenari in capo a tutti coloro che desiderano speculare su tali beni (o di contro, per gli agricoltori che desiderano premunirsi contro le incognite del «meteo» e disporre di un reddito prima del tempo, andando a commerciare oggi le uova che saranno prodotte tra sei mesi).

Sempre secondo quanto anticipava il quotidiano New York Times, inoltre, il prezzo di questi contratti è aumentato di un terzo dalla metà di marzo, confermando non solamente l’interesse suscitato nei confronti di questa parte di trading, quanto anche il rischio che si possano alimentare ennesime speculazioni e bolle. In aggiunta a quanto sopra, si fa sempre più largo il gap tra il credito concesso dagli istituti di credito e il denaro che circola nell’economia reale, per un malus che, comunque, sembra contraddistinguere tutte le realtà che hanno sperimentato iniezioni di liquidità da parte delle autorità centrali.

Insommma, “da un lato le banche hanno aumentato il credito in maniera aggressiva. Dall’altro i beneficiari di questo credito non vogliono investire nell’economia reale. Cercano piuttosto opportunità di investimento finanziario” – ha dichiarato Zhiwei Zhang, analista in Deutsche Bank.

Come ricordano alcuni analisti, non senza un pizzico di preoccupazione, se è vero che gli speculatori possono in tal modo acquistare dei contratti a termine sulle uova (i future, appunto), non è altrettanto vero che i consumatori siano portati necessariamente a consumare più uova di prima. Ne consegue che le autorità centrali potrebbero essere ancora una volta costrette a reagire con particolare proattività per poter evitare la formazione di una bolla la cui esplosione potrebbe essere estremamente nociva. Insomma, un’ulteriore preoccupazione all’interno di un mercato finanziario che ha già i suoi pregiudizi da tenere sotto stretta osservazione…

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