Missile tecnologico: distrugge solo i computer

Dagli Stati Uniti arriva una nuova frontiera della guerra tecnologica: un missile che può distruggere i sistemi di controllo e i computer delle forze nemiche, senza creare danni alle persone, e fondendo in maniera irreparabile i circuiti delle apparecchiature grazie a un potente fascio di microonde. Una sperimentazione che pare stia dando risultati incoraggiando, aprendo dunque nuovi scenari nelle guerre del futuro.

La nuova arma, denominata Champ (acronimo di Counter-electronics High-powered Microwave Advanced Missile Project) può essere utilizzata anche in zone densamente popolate, essendo fruibile per bersagliare in maniera specifica le posizioni del nemico quali le torri di comunicazione, le centrali telefoniche, le fabbriche automatizzate e tutti gli altri sistemi di controllo che dipendono dai microcircuiti. Secondo i suoi ideatori, il missile potrebbe dunque essere utilizzato anche laddove vi sono degli esseri umani nei dintorni dei sistemi elettronici, poichè il raggio di microonde sarebbe scarsamente incisivo nei loro confronti.

Il progetto, già presentato al congresso americano, sembra aver riscosso particolare successo. Tuttavia, non tutti sembrano essere convinti di una sua pronta applicazione: l’Air Force sembra assumere un atteggiamento estremamente prudente ma, sottolineano i bene informati quotidiani statunitensi, alla base di tale comportamento potrebbero esserci alcuni giochi di potere interni alle strutture responsabili per la difesa (in questo caso, sarebbe più opportuno parlare di attacco).

Ad ogni modo, il risultato non cambia. Il nuovo sistema di difesa può infatti distruggere la capacità militare del nemico senza creare vittime, fornendo pertanto alla tecnologia applicata al comparto militare un nuovo impulso per condurre delle guerre maggiormente sostenibili (anche, evidentemente, sotto il profilo mediatico). Gli Stati Uniti potrebbero dunque essere il primo Paese a dotarsi di una simile strumentazione.

Il tutto, a patto che gli uffici responsabili riescano a trovare un’intesa. A tal fine diversi sono stati gli impulsi affinchè possano essere avviati studi congiunti, finalizzati a permettere la messa in disponibilità di un simile approccio offensivo.

Attraverso tale passo in avanti gli Stati Uniti si confermano altresì quale uno dei Paesi maggiormente propensi alla guerra “tecnologica”. Che il Champ possa o meno rendersi protagonista di prossimi attacchi è ancora tutto da vedere, ma i passi nei confronti di questa nuova evoluzione del sistema missilistico americano sono stati già posti, e vedranno probabilmente tanti emuli nel corso dei prossimi anni. Rendendo, forse, la guerra ancora più invisibile ma, non per questo, meno crudele e brutale di sempre.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *