Messenger si schianta su Mercurio

Messenger, la sonda della Nasa inviata nell’agosto del 2004 per “saperne” di più su Mercurio, si è schiantata sul pianeta lungamente osservato. Nessuna sorpresa: la sonda ha impiegato 7 anni per raggiungere il pianeta più interno del Sistema Solare, e ha impiegato 4 anni per osservarlo silenziosamente. Dunque, l’esaurimento della sua capacità di orbitare intorno Mercurio e, quindi, la sua gloriosa fine sul suolo di Mercurio (dove ha peraltro creato un cratere).

Come risulta essere ben intuibile, gli sforzi di Messenger non sono andati persi con il suo schianto. Nel corso degli anni la sonda ci ha permesso di conoscere tante nozioni sul pianeta più interno del nostro Sistema, confermando o smentendo ciò che prima era solamente ipotizzabile. Qualche esempio?

La sonda ha confermato che nonostante il pianeta sia quello più vicino al Sole, è incredibile freddo: sebbene infatti durante il giorno possa raggiungere i 450 gradi, di notte la temperatura può scendere fino a – 170 gradi. Un’escursione termica di oltre 600 gradi che non ha termini di riferimento nel nostro Sistema Solare.

Ciò che invece era già noto è che Mercurio – dopo che Plutone è stato declassato a pianeta nano – è il più piccolo pianeta del Sistema Solare, grande poco più della nostra Luna. La sonda ha però permesso di aggiungere un ulteriore dettaglio: il pianeta si sta rimpicciolendo gradualmente, tanto che – in 4 miliardi di anni – avrebbe perso circa 14 km di diametro.

Tornando alle sue temperature, la sonda ha scoperto che nonostante la propria vicinanza al Sole, vi sono crateri polari in cui si nasconde acqua ghiacciata. È possibile che a trasportare ghiaccio in quelle zone siano state meteoriti e comete o, in alternativa, il vapore acqueo degassato dall’interno del pianeta, e congelato ai poli.

Infine, è stato confermato che Mercurio è il pianeta più “veloce” del Sistema Solare, con un ritmo di circa 180 mila km orari lungo la propria orbita ellittica, impiegando circa 88 giorni per completare un giro intorno al sole (ma impiega ben 58,6 giorni terrestri per poter compiere un giro su se stesso).

Come se non bastasse, la sonda nel 2012 ha scoperto che Mercurio è – probabilmente – per l’85% composto da un nucleo, una frazione particolarmente elevata se confrontata con il nostro pianeta (in cui il nucleo si “ferma” al 50% del raggio). Gli scienziati ritengono altresì che siccome Mercurio ha un campo magnetico, il nucleo deve avere qualche liquido e, comunque, una struttura unica all’interno del Sistema Solare. Insomma, un bel mistero, ancora tutto da svelare e da studiare.

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