General Motors saluta la Russia (forse)

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General Motors prende una decisione radicale e, probabilmente, non sorprendente. Il produttore americano di automobili ha infatti scelto di ritirare il suo marchio Opel entro dicembre 2015 dal mercato russo e, inoltre, chiudere definitivamente (o forse no) lo stabilimento di San Pietroburgo.

La decisione – sostengono le principali fonti di stampa internazionale – sembra essere maturata dopo l’ulteriore analisi dei risultati negativi realizzati nel primo trimestre dell’anno in corso, all’interno dei quali è possibile evidenziare il consolidamento di una perdita per 600 milioni di dollari.

Ad ogni modo, la sparizione di General Motors dal mercato russo non sarà completa, visto e considerato che i rumors ricordano come il produttore americano di automobili continuerà a vendere Cadillac e qualche Chevrolet.

Per quanto concerne i dati quantitativi, è bene ricordare come l’anno scorso le vendite di auto nel mercato di riferimento in questione sono diminuite del 10%, ma la situazione è peggiorata dall’inizio dell’anno quando hanno fatto registrare il crollo del 32%. General Motors non è comunque l’unico gruppo automobilistico straniero in Russia ad avere questi problemi, e non è probabilmente l’unico produttore che sta maturando simili decisioni.

Qualche esempio? Tra coloro che stanno valutando seriamente di chiudere gli stabilimenti c’è sicuramente Nissan, che due settimane fa ha messo i lucchetti all’impianto di San Pietroburgo. Ancora, il gruppo francese Psa Peugeot Citroën, che pure possiede uno stabilimento a San Pietroburgo, mira al 60%, mentre le sue vendite sul mercato russo sono pressoché nulle (nel 2014 erano scese del 34%).

In un simile contesto, Renault-Nissan si adopera per trarne benefici mirando a rafforzarsi sul mercato russo in conseguenza di un tasso di integrazione maggiore rispetto ai propri principali concorrenti, con l’auspicio – non certo realizzabile con facilità – di guadagnare il 40% del mercato quando le vendite (chissà quando) prenderanno la strada della ripresa.

Insomma, il mercato auto russo continua a deludere e i produttori non possono far altro che prendere coscienza di quanto sta accadendo e, non senza qualche dispiacere, abbandonare temporaneamente il territorio di riferimento. Il fatto che comunque gli addii non sembrano essere in fondo tali, fa presupporre che i produttori siano ad ogni modo pronti a rivedere la propria posizione nel corso dei prossimi anni, quando il mercato delle quattro ruote di Mosca, di San Pietroburgo e delle principali aree del Paese potrebbe riprendere quota.

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