Flat tax, come funziona l’idea leghista

Al di là di come la si possa pensare, la proposta della flat tax ideata da Matteo Salvini e presentata al meeting dei Giovani Imprenditori di Santa Margherita Ligure, è una delle idee più creative nel sistema tributario e fiscale italiano. Ma di cosa si tratta? E perché l’idea potrebbe potenzialmente essere profittevole per le tasche degli italiani, fermi restando i numerosi dubbi a monte?

Come ricordato dal Corriere della Sera in un suo anticipato approfondimento, il piano che Matteo Salvini sta cercando di introdurre è un adattamento italiano di quanto predisposto dall’economista americano Alvin Rabushka. “Lo schema che gli è stato preparato dal più attivo dei suoi consiglieri, l’ex giornalista Armando Siri, si basa su un’aliquota unica del 15%” – ricorda ancora il quotidiano milanese, che poi aggiunge che – “per aggirare il dettato costituzionale che prevede la progressività delle imposte Salvini dovrebbe suddividere la platea dei contribuenti in tre fasce”.

Di queste tre fasce, la prima arriverebbe a 35 mila euro e verrebbe tassata al 15%, con riduzione di 3 mila euro di imponibile per il titolare, e identica cifra per ogni componente del nucleo familiare a carico. La seconda fascia va invece da 35 a 50 mila euro, con riduzione di imponibile (sempre di 3 mila euro) che in questo caso scatta solo per i membri a carico della famiglia (e non per il titolare). Infine, la terza fascia sopra i 50 mila euro, con la flat tax che resterebbe sempre a quota 15% senza prevedere alcuna riduzione di imponibile.

Ma quanto costa una simile proposta? Secondo i calcoli della Lega, il gettito Irpef sarebbe di circa 120 miliardi di euro (contro i 160 che arrivano all’erario dal sistema vigente). Pertanto, il costo per lo Stato dell’introduzione della tassa piatta può essere stimato in 40 miliardi l’anno. Come coprire? Secondo Salvini, l’abbassamento dell’aliquota dovrebbe favorire una emersione di gettito che oggi prende la strada dell’elusione, dell’evasione fiscale e del «nero». E, considerato che l’ammontare di questa economia “sommersa” è di 415 miliardi di euro, e che si pensa di poterne far emergere strutturalmente circa il 40%, la quadratura potrebbe essere raggiunta senza grandi sacrifici. Almeno, incrociando le dita.

E voi che ne pensate? Ritenete che una simile proposta possa effettivamente allettare gli italiani a denunciare in dichiarazione dei redditi tutti gli introiti? La ritenete una mossa positiva?

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