Filarosi cane, come proteggere il nostro amico a quattro zampe

filaria

La filariosi cardiopolmonare è una grave infezione parassitaria che può colpire i nostri cani e, in misura più rara, anche i gatti e i furetti. La malattia si sta purtroppo diffondendo in misura rilevante in tutto il Paese, e secondo quanto riferisce Claudio Capuana, presidente dell’associazione Amici Onlus (che ha promosso una campagna specifica contro la malattia), sarebbe in costante aumento.

Considerato che curare gli animali già colpiti è difficile, la prevenzione assume un connotato ancora più importante. Per accendere la luce su questo fenomeno, il settimanale StarBene ne ha parlato a lungo con la dottoressa Maria Lentini, che ha tratto alcune importanti riflessioni che ci sentiamo di condividere con tutti voi, a cominciare dal perché, di filarosi, ci si ammali soprattutto durante la bella stagione.

“Il periodo a rischio è tra aprile e novembre” – spiega la veterinaria – “La malattia è causata dalla Dirofilaria Immitis, un verme sottile e bianco che vive nel cuore e nei vasi polmonari dei cani, raggiungendo anche i 30 cm di lunghezza. Pungendo un animale infetto le zanzare ingeriscono le larve del verme, che trasmettono poi (già più “mature”) a un altro cane: in 6-8 mesi i vermi diventano adulti”.

Una volta contagiato, i parassiti possono ostacolare il flusso del sangue causando una progressiva insufficienza cardiaca destra. Non solo: gli stessi parassiti, aggiungeva l’esperta, rilasciano poi sostanze tossiche che infiammano il polmone. Il quadro clinico devastante non è finito qui: “La pressione nelle arterie polmonari cresce e i vermi causano la rottura dei globuli rossi, condannando a morte il cane”. In aggiunta, al cane possono fare grossi danni anche le microfilarie appena nate, poiché sono in grado di scatenare delle reazioni immunitarie pericolose.

Ma cosa fare allora? Per evitare di condannare a un triste destino il cane, bisogna affidarsi agli specialisti. Il veterinario può infatti intervenire con terapie mediche, somministrando farmaci che uccidono le filarie adulte o le larve, o con quella chirurgica, rimuovendo i vermi dal cuore. Il punto negativo e dolente è piuttosto noto: si tratta di interventi molto rischiosi, considerato che le filarie morte spinte nel polmone dal flusso del sangue causano emboli e possono dunque verificarsi complicazioni.

Ancora più difficile è intervenire nel caso dei gatti, considerato che questa malattia viene spesso confusa con altri problemi respiratori tipici dei felini. Insomma, anche in questo caso val la pena ricordare che la prevenzione dovrebbe guidare i vostri comportamenti…

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