Elezioni USA trascinano al rialzo i tassi governativi euro

I tassi governativi relativi ai titoli dell’area euro avevano iniziato a salire già diverso tempo prima del voto americano per le elezioni presidenziali negli Stati Uniti, in linea con il movimento dei rendimenti globali. Tuttavia, appare molto evidente come il movimento si sia fortemente accentuato dopo il voto che ha permesso l’elezione alla Casa Bianca del candidato repubblicano Donald Trump.

Si tenga inoltre conto come oltre a un aumento dei tassi reali, il movimento generato (anzi, accentuato) dalle elezioni americane, riflette un aumento della componente di inflazione. Da notare altresì che le attese di inflazione di mercato a 5 e 10 anni nella zona euro avevano smesso di scendere già prima del voto americano, per effetto del recupero del prezzo del petrolio.

Per quanto concerne invece il movimento della componente reale, si è avuto negli ultimi giorni al traino di quella americana. L’impressione è che i mercati avessero già ridimensionato il rischio di un nuovo rallentamento dell’economia mondiale prima del voto presidenziale, dati i segnali di stabilizzazione del commercio internazionale. La tendenza è stata rafforzata dalla svolta politica a Washington e dai possibili effetti reflazionistici delle politiche fiscali promesse da Trump. Nel contempo, i mercati sembrano dare poco peso al rischio di una deriva verso posizioni protezionistiche.

Come hanno sottolineato Constancio e Praet, la vittoria di Trump aggiunge incertezza al quadro internazionale. Le conseguenze della svolta politica americana non si chiariranno in tempi brevi e sicuramente non prima della riunione BCE del prossimo dicembre.

Pertanto, alla luce di quanto sopra ribadito, per il momento i mercati preferiscono rimanere alla finestra, cercando di decifrare quali potranno essere le mosse di Donald Trump. Per il momento sta prevalendo una cauta prudenza, e uno scetticismo sul fatto che le promesse elettorali di Trump possano poi tradursi effettivamente in realtà. Tuttavia, le nomine che il Tycoon americano ha già dichiarato di voler effettuare all’interno del proprio staff, sembrano propendere per un’amministrazione piuttosto dura e aggressiva, che potrebbe quindi tradurre in concretezza diversi degli spunti protezionistici (e non solo) che il candidato repubblicano ha avuto modo di anticipare all’interno della propria campagna elettorale, utilizzando toni particolarmente aspri.

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