Monthly Archives: marzo 2016

BCE: e se la liquidità fosse stata data alle famiglie?

È apparso sul sito di Scenari Economici pochi giorni fa, e a qualcuno potrebbe esser sembrato un mero gioco di analisi matematica. In realtà, si tratta di un elemento tutt’altro che ludico, che sta suscitando particolare interesse tra vari osservatori, pur nella sostanziale impossibilità di una simile realizzazione.

Quel di cui parliamo è la tabellina apparsa sul sito che, con pochi ma concreti numeri, cerca di spiegare perché anche l’ultimo bazooka di Mario Draghi rischia di non avere alcun effetto sull’economia reale. La BCE ha infatti varato 80 miliardi al mese per 12 mesi, ovvero una fornitura di denaro a buon mercato alle banche della zona euro per 960 miliardi di euro l’anno per acquistare titoli di Stato e obbligazioni societarie non speculative.

Russia, crescita sempre più lenta

Che sia un esclusivo risultato delle sanzioni, o il prolungamento e l’accentuarsi di difficoltà che erano già presenti sul mercato locale, saranno le prossime analisi a ricondurlo. Quel che finora appare certo è che la Russia sta rallentando ancora, ponendo serie perplessità sulla tenuta del dinamismo moscovita.

Gli ultimi dati sostengono ad esempio come il calo dei prezzi degli idrocarburi e dei metalli stia indebolendo ulteriormente le prospettive di crescita economica della Russia per quest’anno, prolungando la recessione che il Paese sta attraversando già da 18 mesi. Una considerazione riportata all’interno dell’ultima osservazione dell’agenzia di rating Standard&Poor’s, che ricorda come l’inizio del 2016 sia stato caratterizzato da un flop delle quotazioni delle principali materie prime, e in particolar modo del petrolio (il Brent è sceso al di sotto dei 30 dollari al barile).

Famiglie meno fiduciose delle imprese

Secondo quanto afferma un recente studio condotto dall’Istat, con risultati pubblicati dal quotidiano Il Sole 24 Ore lo scorso 26 febbraio 2016, l’avvio del nuovo anno sembra aver raffreddato gli entusiasmi delle famiglie che consumano. Tanto che, in buona evidenza, oggi sono le imprese quelle più fiduciose sul futuro, rispetto ai nuclei familiari.