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Imola, 17 luglio 2009
XIV Concorso Teatrale Femminile «La
parola e il gesto»
Cortile di Palazzo Tozzoni - Via Garibaldi,
18
Scadenza: 24 aprile
2009
Iscrizione: -
Scheda
d'iscrizione 
L’ASSESSORATO ALLA CULTURA DEL COMUNE DI
IMOLA e l’Associazione Culturale I PORTICI comunicano
che sono aperte le iscrizioni alla XIII° edizione del
Concorso Teatrale Femminile “LA PAROLA E IL GESTO –
PREMIO FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI IMOLA”. Il termine
ultimo per presentare la domanda è il 24/4/2009.
CALENDARIO EDIZIONE 2009
Giovedì 4
giugno prima selezione
Venerdì 12 giugno
seconda selezione
Venerdì 19 giugno
terza selezione Venerdì
26 giugno
quarta selezione
Venerdì 3 luglio
prima semifinale
Venerdì 10 luglio
seconda semifinale
Venerdì 17 luglio, ore 21
finale: consegna premio "IMOLA PER IL TEATRO"
Palazzo Monsignani – Sala Mariele - via Emilia, 69 -
Imola
INGRESSO LIBERO
REGOLAMENTO DEL CONCORSO
ART.1 - Il concorso è riservato a: attrici e/o aspiranti
attrici, nate fra l’1/1/1977 e il 31/12/1989 - singole
o gruppi. Sono escluse: - le tre vincitrici dei due concorsi
precedenti - le concorrenti che hanno partecipato in modo
consecutivo alle due precedenti edizioni - le concorrenti
che complessivamente si sono presentate per tre edizioni.
ART. 2 - Iscrizione. Le attrici o aspiranti attrici
devono inviare:
• Domanda di iscrizione predisposta, curriculum predisposto,
fotocopia leggibile di un documento di identità. Per
i gruppi è previsto un'unica domanda di iscrizione.
Il resto invece va compilato individualmente.
• CD con la registrazione audio di una “lettura
interpretata”, scegliendo uno dei cinque testi proposti
in calce al regolamento. Se si partecipa in gruppo, ciascuna
componente deve eseguire la propria registrazione. Si prega
di utilizzare un CD formato standard, oppure l’invio
via mail in formato MP3.
Il tutto dovrà essere spedito a mezzo
posta prioritaria entro il 24/4/2009 al seguente indirizzo:
Associazione Culturale “I Portici” Via F.lli Cairoli
7 - 40026 IMOLA BO. Fa testo la data apposta nel timbro postale
di partenza. Le domande incomplete, errate o partite dopo
il 24/4/2009, verranno rispedite al mittente. Allo scopo di
evitare disguidi postali è opportuno avvisare - tramite
uno dei recapiti sotto indicati - che si è provveduto
all’invio postale dell’iscrizione. Recapiti: Segreteria
0542-27531 - Fax 0542-32732 - Cellulare Valerio Berardi 347-2306395
e-mail: info@associazioneiportici.it oppure i.portici@libero.it
ART. 3 - Ammissione al Concorso. La Commissione
esaminatrice sceglie un minimo di 40 domande di ammissione
fra il totale di quelle pervenute. A queste ne vengono aggiunte
20 considerate di riserva, da utilizzarsi soltanto in caso
di rinunciatarie fra le prescelte. L’ammissione alla
selezione del Concorso viene assegnata a giudizio insindacabile
della Commissione esaminatrice, che valuterà l’intera
documentazione pervenuta.
ART. 4 - Calendario e luogo della manifestazione
Serate di selezione: 4 - 12 - 19 - 26 Giugno 2009. Le partecipanti
ammesse dovranno presentarsi in una di queste serate. Serate
di semifinale: 3 Luglio – 10 luglio 2009. Le partecipanti
ammesse saranno equamente ripartite fra queste due serate.
Serata finale: 17 luglio 2009. Ad ogni selezione sono ammesse
un minimo di 10 partecipanti. Alle semifinali sono ammesse
le 18 partecipanti che hanno ottenuto il miglior punteggio
nelle selezioni. Alla finale sono ammesse le 8 partecipanti
che hanno ottenuto il miglior punteggio nelle semifinali.
Inizio ore 21. Le partecipanti dovranno essere presenti sul
luogo della manifestazione entro e non oltre le ore 20,30.
Luogo: Sala Mariele - Palazzo Monsignani Via Emilia 69 - IMOLA.
Capienza del teatro: 230 posti. ART. 5 - Comunicazione alle
iscritte. Entro il giorno 24/5/2009 verrà comunicato
telefonicamente quanto segue: * per chi è stata accettata:
data di partecipazione alle selezioni e ordine di esibizione.
* La segnalazione a chi è stata inserita come riserva.
Seguirà per tutte la conferma scritta via mail o posta
con le informazioni tecniche e logistiche necessarie.
ART. 6 - Scelta dei testi: Le partecipanti hanno
l’obbligo di presentare 3 brani diversi: Un brano per
la selezione - Un brano per la semifinale - Un brano per la
finale. Vige l’esclusione della commedia musicale. E’
concessa la massima libertà di scelta, esecuzione e
regia dei brani. E’ fatto ancora obbligo alle concorrenti
di presentare nella domanda d’iscrizione il titolo e
l’autore del testo scelto per le singole serate, unitamente
ad una breve motivazione personale dei testi scelti. I brani
comunicati nella domanda di iscrizione non potranno essere
modificati, pena l’esclusione dal Concorso. Chi ha già
partecipato a precedenti edizioni e ha titolo per ripresentarsi,
non potrà ripetere i brani già eseguiti davanti
al pubblico e valutati dalla Giuria.
ART. 7 – Riconoscimenti e rimborsi Nel
corso della serata finale:
- 1° CLASSIFICATA: Premio “La chiave del Successo”
ed EURO 1600
- 2° CLASSIFICATA: Premio “La chiave della Fortuna”
ed EURO 1400
- 3° CLASSIFICATA: Premio “La chiave della Passione”
ed EURO 1200.
- PREMIO DEL PUBBLICO: EURO 260 per chi ha ottenuto il maggior
numero di preferenze dal pubblico presente
- PREMIO GIURIA DEI GIOVANI : EURO 260. E’ previsto
inoltre un rimborso spese alle finaliste non vincitrici Nel
corso delle selezioni e delle semifinali: Per ogni serata
sono previsti 2 premi in denaro:
- PREMIO DEL PUBBLICO E PREMIO GIURIA DEI GIOVANI.
La valutazione del pubblico e della Giuria dei Giovani non
incide sulla graduatoria costruita esclusivamente con i voti
espressi dalla Giuria. A conclusione del concorso (indicativamente
fine luglio-inizio agosto) è prevista la produzione
di un lavoro teatrale, dove le migliori performances delle
attrici diventeranno uno spettacolo itinerante. La scelta
delle attrici per la tournée è a discrezione
dell'organizzazione
ART. 8 - Palco e luci: Il palco misura ml 11x7
ed è utilizzabile per circa ml 7 x 4 non è dotato
di quinte e sipario. E’ illuminato da due piantane per
complessivi 2000 watt. L’Organizzazione mette a disposizione
esclusivamente: un tavolo e delle sedie. Si deve ridurre al
minimo l’uso di oggetti di scena.
ART. 9 - Durata della prova. Per i monologhi,
durata massima di dieci minuti, per i brani dei gruppi, quindici
minuti. A tempo scaduto la prova sarà interrotta.
ART. 10 - Composizione dei gruppi. I componenti
dei gruppi partecipanti al concorso devono essere interamente
costituiti da persone di sesso femminile. Ogni gruppo può
essere costituito al massimo da tre attrici. La domanda di
iscrizione di un gruppo deve contenere curriculum, registrazione
su CD, copia documento di identità di ciascuna componente.
Chi partecipa individualmente non può far parte di
un gruppo e viceversa. Qualsiasi variazione nella composizione
del gruppo dopo aver sostenuto la selezione, rende nulla la
partecipazione alle prove successive.
ART. 11 - Supporti alle prove. E’ consentito
l’utilizzo di una base musicale, registrata o dal vivo,
come supporto al brano. Non è previsto l’uso
della “spalla”, ma soltanto di una comparsa muta
anche di sesso maschile. E’ consentita la voce fuori
campo, purchè non dialogante con l’attrice. Non
sono previsti impianti di amplificazione voce, per le partecipanti.
ART. 12 - Composizione della Giuria. La Giuria
è composta da attori, registi, critici, esperti
Per la serata finale è prevista, salvo causa di forza
maggiore, la presenza di un noto personaggio del teatro italiano
che avrà il compito di presiedere la Giuria. E’
fatto divieto ai componenti la Giuria di essere titolari,
registi, insegnanti, assistenti, tecnici, attori, di gruppi,
scuole o compagnie teatrali, che abbiano allieve e/o colleghe
partecipanti al concorso.
ART. 13 - Graduatoria. Al termine di ogni esibizione
la Giuria assegnerà un punteggio, che sarà reso
noto alla fine di ogni serata. A conclusione delle quattro
serate di selezione, verrà presentato, in base alla
graduatoria ottenuta, l’elenco delle 18 partecipanti
ammesse alle semifinali. Le ammesse saranno avvisate telefonicamente
entro il 28/6/2009 della data di partecipazione alle semifinali,
e dell’ordine di esibizione, con successiva conferma
scritta, inviata via mail o per posta prioritaria. Ad ogni
prova la graduatoria si azzera, quindi i punteggi ottenuti
non si sommano a quelli precedenti.
ART. 14 - Ammissione alla Finale. Al termine
delle due semifinali, saranno indicati - in base alla graduatoria
ottenuta - i nomi delle 8 partecipanti ammesse alla serata
finale. Le ammesse saranno avvisate telefonicamente entro
il 12/7/09 a cui seguirà conferma scritta, inviata
via mail o per posta prioritaria
ART. 15 - Assenze. In caso di assenza per impedimento,
durante le semifinali o la finale, la graduatoria resta aperta
alle partecipanti escluse con il miglior punteggio.
ART. 16 - Trasparenza. Il cartellone delle graduatorie
complete resterà esposto per qualsiasi verifica fino
al giorno successivo all’ultima semifinale, vale a dire
l’11/7/2009. Qualsiasi controversia è da segnalare
entro la stessa data alla segreteria per vie brevi. Dal 12/7/2009
non si accettano ulteriori reclami o contestazioni.
ART. 17 - Sicurezza. Ai sensi della legge 626
sulla sicurezza, le partecipanti non possono versare sul palco
sostanze liquide o solide, compresi prodotti che possono creare
sporco, come farina, coriandoli, semi ecc. - o che potrebbero
rappresentare un pericolo per sè o per altri. Non sono
consentite fiamme libere (candele, ceri, fiaccole ecc.).
ART. 18 - Responsabilità. L’Amministrazione
Comunale, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Imola,
l’Associazione Culturale “I Portici” e l’Accademia
Pianistica Incontri col Maestro, non sono responsabili per
danni causati a persone e a cose prima, durante e dopo lo
svolgimento della manifestazione.
TESTI PER LA LETTURA INTERPRETATA
Ai sensi dell’art. 2 del Regolamento
vogliate eseguire una “lettura interpretata” scegliendo
uno fra i testi sotto indicati, che registrerete su CD e invierete
unitamente alla documentazione richiesta. Se avete scelto
un dialogo, dovrete interpretare tutti i personaggi presenti,
modulando tono e voce per diversificarli, senza il supporto
di una voce dialogante. Per uniformare la valutazione, non
si accettano registrazioni video. Nella registrazione e sul
contenitore del CD citate: nome, cognome, data di nascita,
titolo e autore del brano scelto. Le note di regia sono indicate
in corsivo e fra parentesi. Naturalmente questi testi non
potranno essere riproposti durante il concorso.
TESTO N. 1 – tratto da “Theaterarbeit
(fare teatro)” di Bertolt Brecht.
Ediz. Il Saggiatore 1969
Discorso agli attori-operai danesi sull’arte dell’osservazione
– 1930 (righe da 1 a 37 e da 55 a 64) Siete venuti qui
per fare del teatro, ma ora dovete dirci: a che cosa serve?
Siete venuti qui per mostrare alla gente voi stessi, quello
che sapete fare, quindi per essere esposti come cosa degna
di essere vista… E la gente – così sperate
voi – vi applaudirà, trascinata per opera vostra
dal suo mondo ristretto nel vostro immenso, e insieme potrà
assaporare la vertigine di quell’alta vetta, le passioni
nella loro massima intensità. E ora dovete dirci: a
che cosa serve? Qui, infatti, sulle basse panche dei vostri
spettatori è sorta una disputa: con insistenza alcuni
esigono che voi non dobbiate in nessun caso mostrare solo
voi stessi, ma il mondo. Che vantaggio c’è, se
ci tocca sempre, ogni volta, vedere come sa essere triste
quest’uomo, spietata quella donna, o che specie di monarca
crudele quello laggiù sa spacciarci? A che serve questa
esibizione continua di smorfie e di gesti di alcune persone
che sono nelle grinfie del loro destino? Non ci mostrate che
vittime e agite come se foste voi stessi vittime inermi di
forze estranee e dei vostri impulsi. Le gioie vengono gettate
a loro, come se fossero cani, in attesa, come bocconi da mani
invisibili, e così pure intorno ai loro colli si calano
lacci, gli affanni, che vengono dall’alto. Ma noi, gli
spettatori delle basse panche, sediamo con gli occhi vitrei,
spalancati, ora che siamo nelle vostre grinfie, sulle vostre
smorfie e sui vostri sussulti condividendo un poco la gioia
donata e una irrefrenabile pena. No, diciamo noi, gli scontenti
seduti sulle panche, basta! Questo non basta! Proprio non
avete udito la voce ormai diffusa che questa rete è
tessuta e gettata da esseri umani? Dovunque ormai, dalle città
a cento piani, oltre i mari solcati da navi affollate ai villaggi
più lontani, è stato annunciato che il destino
dell’uomo è l’uomo! …. Ma che fare?
Riprodurre questa convivenza degli uomini in modo che possa
essere capita e dominata? Come mostrare non solo a sé
stessi e mostrare gli altri non solo come si comportano, quando
ormai siete caduti nella rete! Come mostrare ora il modo in
cui la rete del destino viene tessuta e gettata! E’
tessuta e gettata da uomini? La prima cosa che dovete imparare,
è l’arte dell’osservazione.
TESTO N. 2 – tratto da “Danza Macabra”
di Veit Heinichen.
Ediz. E/O Noir Mediterraneo 2008
Buoni Amici Era l’anno in cui i tedeschi, per vendicarsi
con gli italiani di Trapattoni, rifilarono a Roma un papa
“made in Germany”. Un pastore tedesco in cambio
dell’Allenatore. Nonostante fosse nervoso, Proteo Laurenti
scoppiò a ridere quando sentì alla radio Sua
Santità con le scarpe di Prada dichiarare che “la
Chiesa cattolica non è una minestra riscaldata”.
Se non altro, la grammatica era corretta. Laurenti abbassò
il volume e, a bordo della fiammante Punto blu di sua moglie,
oltrepassò il piccolo posto di frontiera di Prebenico
sotto il castello di San Servolo. Le sbarre erano alzate e
non c’era l’ombra di un doganiere; in fin dei
conti avrebbe anche potuto prendere l’auto di servizio,
evitando di dover inventare delle misere scuse con Laura perché
gli prestasse la sua Punto. Di lì a un quarto d’ora
avrebbe incontrato Ziva Ravno, sostituto procuratore croato
di Pola. La loro relazione andava avanti da quasi quattro
anni. Un rapido calcolo del tempo passato rese Laurenti ancora
più ansioso. Per mesi Ziva, di oltre quindici anni
più giovane di lui, si era fatta desiderare, e alla
fine, dopo una lunga trattativa telefonica, gli aveva proposto
di incontrarsi in una valletta sul versante sloveno, dove
la grigia pietra calcarea del Carso diventava d’un tratto
fertile e gli alberi da frutto, vite inclusa, crescevano rigogliosi.
“La piccola chiesa fortificata di Hrastovlje”
aveva detto. “Voglio che ci incontriamo là”.
Laurenti ripetè fra sé quelle parole mentre
maltrattava la Punto lungo la stradina tutta curve. Nonostante
la razionalità che la caratterizzava sul lavoro, Ziva
aveva un debole per i gesti teatrali. “Quella chiesetta
è la bibbia della gente semplice, degli illetterati.
Affreschi del XV° secolo, incredibilmente belli, con scene
dall’Antico e dal Nuovo Testamento. E una Danza Macabra
che va dritta al cuore. Vivi a Trieste da trent’anni
e non ci sei mai stato. Dovresti vergognarti. E’ appena
dopo il confine”. “E perché proprio lì?”
Aveva chiesto Laurenti. “Perché non ci incontriamo
semplicemente in un albergo della costa, come facevamo un
tempo?”:La risata di Ziva, prima che rispondesse, suonò
forzata. “Non mi va. Per quello che devo dirti è
meglio Hrastovlje”.
TESTO N. 3 (fanno parte di
questo testo le 3 poesie sotto indicate)
1. tratto da “Osceni Diamanti” di Matteo Cava.
Ediz. Libroitaliano 2000
• La seconda stagione Fuori al cielo che mi osserva
Una lirica ho udito nell’aria L’arrivo della seconda
stagione Osservo i passi del vecchio che cammina Di quei giorni
veloci Nella sensibilità infinita Lontani gli echi
dei ricordi Osservo il rapido passo del giovane Svelto il
suo andare Nella strada senza uscita Con solo un mazzo di
chiavi Per le mille e mille porte del mondo. 2. tratto da
“25 poesie” di Wislawa Szymborska. Ediz. Mondadori
1998 • Vestiario Ti togli, ci togliamo, vi togliete
Cappotti, giacche, gilè, camicette Di lana, di cotone,
di terital, Gonne, calzoni, calze, biancheria, Posando, appendendo,
gettando su Schienali di sedie, ante di paraventi; Per adesso,
dice il medico, nulla di serio, Si rivesta, riposi, faccia
un viaggio, Prenda nel caso, dopo pranzo, la sera, Torni fra
tre mesi, sei, un anno, Vedi, e tu pensavi, e noi temevamo,
E voi supponevate, e lui sospettava; E’ già ora
di allacciare con mani ancora tremanti Stringhe, automatici,
cerniere, fibie, Cinture, bottoni, cravatte, colletti E da
maniche, borsette, tasche, tirar fuori - sgualcita, a pois,
a righe, a fiori, a scacchi – la sciarpa riutilizzabile
per protratta scadenza. 3. tratto da “Cinque monologhi”di
Jan Fabre . Ediz. Costa & Nolan 2008 Chi darà voce
al mio pensiero (pag. 36) Non c’era che una risata Nessun
altro pensiero nella testa Che ascoltare… Ed essere
in cammino Per mai più ritornare Siamo del tutto silenziosi
Non si muove una foglia Più che silenziosi Fianco a
fianco Sagome grottesche Suoni grotteschi Ora dopo ora, ora
dopo ora Giorno dopo giorno, giorno dopo giorno Sotto le lampadine
Sotto le lampadine … Al chiaro di luna E nell’oscurità.
TESTO N. 4 – tratto da “Passioni
di Romagna” di Antonio Castronuovo.
Ediz. La Mandragora 2006
Papà Novelli e la carceriera La storia è semplice
e presto detta. Il fatto è che il padre di Novelli,
(padre di Ermete, grande attore n.d.r.) uomo colto, buon latinista
e buon poeta, era però dotato di un difettuccio: minacciava
uno di dargli uno schiaffo, ma lo faceva dopo avergliene dati
due. Ora, questo primogenito era destinato, per volontà
della famiglia, a farsi prete e si trovava già in seminario,
se non fosse che il promesso prete era bello, ben fatto, elegantissimo
e pieno di ardore giovanile “e quindi innamorato più
dell’amore che della veste talare e dei suoi rigorosi
doveri”. Nulla di grave, ovviamente, visto che la condizione
di eleganza e bellezza non è poi rara nel mondo dell’abito
talare, e che lo stesso Novecento conosce, grazie a Goffredo
Parise - la storia di un Prete Bello -. La cosa grave fu un’altra:
“fra le belle fanciulle colpite dal vago abatino vi
era la figlia del custode delle carceri, che vedi fatalità,
erano e sono ancora dirimpetto al seminario. Tra la finestra
della celletta del giovane abate e un’inferriata della
prigione – dove appariva di tratto in tratto e di giorno
e di notte la testolina bruna dagli occhi di fuoco della graziosa
carceriera – si tesseva un idillio degno di tempi “men
feroci e più leggiadri “. Insomma: tra le belle
fanciulle colpite dalla vaghezza del giovane abate c’era
la figlia del custode delle carceri, che guarda caso erano
proprio lì di fronte al seminario. Inevitabile quell’idillio
caldo tra la finestra dell’istituto sacro e l’inferriata
della prigione, dove di tanto in tanto appariva la bruna capigliatura
della ragazza. E come in ogni bella storia d’amore,
ecco il guastafeste negli abiti di un professore del seminario:
scoperta la tresca l’andò a spifferare al vescovo.
Questi piombò nella celletta di Novelli senior a cui
mancava solo una settimana per prendere i voti. Gli frugarono
nei cassetti e ne sbucarono fuori mazzolini di fiori, appassionati
biglietti d’amore e perfino una trecciolina di capelli
castani. Apriti cielo! Fu tale l’ira del vescovo, che
il Novelli si strappò via il collare sbattendolo sul
volto del prelato, nel mentre che sferrava una pedata sul
sedere del vile delatore. Fuggì a chiudersi in una
camera del palazzo di famiglia e poi, approfittando del buio,
scavalcò il muro di cinta e se la diede a gambe per
tutta notte fino a Faenza. Qui viveva uno zio che essendo
stato capitano di Napoleone nutriva idee libere. Accolse il
nipote e gli diede protezione.
TESTO N. 5– tratto da “Teatro italiano
del dopoguerra”.
Fenice del teatro vol. 1 - Ediz. Guanda 1956
Da “L’Abisso” di Silvio Giovaninetti: Vera
e la Signorina e il professore (pag. 19) Signorina (cortese.)
Si calmi, professore. Non volevo irritarla. Il suo contegno
è più che giustificato. Professore. Prego, prego.
Non mi irrito. E’ così. Signorina. Ma certo.
Ciascuno reagisce a seconda del proprio temperamento. Professore
(come in un rictus che si spenga). Non c’entra il temperamento.
E’ una vera forma nervosa. Ma non importa. E’
così. Vera. La signorina è presso di noi da
poco tempo. Non è ancora abituata alla casa. Per questo
osserva i suoi coinquilini. (alla signorina) Non è
vero? Con tutta innocenza. Signorina. Si capisce. Sarei molto
imbarazzata se il professore credesse il contrario. Professore.
(calmandosi a poco a poco). Ne sono persuaso. Ne sono persuaso.
Del resto non è un segreto. Non è un fatto di
cui mi vergogni. Si può parlarne apertamente. Non dubiti.
Non mi ha offeso. Anzi, quando l’attacco dei nervi è
passato, sono io il primo a riderne. Vede? Ne rido. Ne rido
solo al ricordo. Ne rido. Signorina. So anche questo. Se avessi
supposto di ferirla non ne avrei fatto cenno. Mi incuriosiva
questa sua difesa spirituale. Professore. Ecco, ha detto bene.
E’ una difesa spirituale. Passano i bombardieri e io
mi rinchiudo in camera mia. Fra i miei libri. Nell’atmosfera
che amo. E’ proprio una difesa spirituale. Ha detto
bene. Mi placo. Se sono in pericolo non me ne ricordo. Lo
spirito turbato ritorna sereno. La fantasia ritorna libera.
Penso, evoco, immagino. Mi creo fantasmi, parlo con loro.
Mi invento luoghi, vicende. Gli aerei? La guerra? Non contano
più. Io non sono più di questo mondo. Lo lascio…via…
leggero…oltre la barriera… Vera.(sorpresa) Eh!?
Professore. Oltre la barriera. Vera. Quale barriera? Professore.
La barriera del mondo terreno. Quella che separa gli uomini
dal mondo della fantasia. Dagli spazi. Dall’infinito.
Vera. (guardando la signorina. Piano, profonda.) Oltre la
barriera? Professore. Oltre la barriera. Vera. Non sono queste
le parole… Signorina. Sì. Queste. Vera. E non
è questo il senso… Come diceva lei? Signorina.
Letterario. Sì. Vera. Oltre le cose terrene? Signorina.
Proprio questo senso mi era apparso lì per lì…
curioso… Vera.(con sollievo) Allora si capisce tutto.
L’ha sentita da lei questa frase. Vero? Professore.
Chi? Vera. Bianca. Professore. (seccato) Che c’entra
Bianca?
[Comunicato stampa Ass. I Portici]
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