Citroen, nuova vita per la Mehari

Vi ricordate la Mehari? Forse chi ha qualche anno in più, si. Si tratta di una delle storiche vetture di Citroen, che ora la stessa compagnia transalpina, in collaborazione con il gruppo Bolloré, che produce anche auto elettriche, sta cercando di rinvigorire in una versione completamente nuova, ecologica e particolarmente appetibile.

La nuova vettura, ribattezzata e-Méhari, sarà infatti disponibile in versione elettrica. E, sottolineava qualche quotidiano, sarà fondamentalmente una vettura di immagine, una seconda auto. Per quanto dalle caratteristiche utili per renderla ben più di un semplice sfizio.

Stando alle notizie finora diffuse l’e-Méhari arriverà sul mercato tra febbraio e marzo 2016, a meno di un anno dall’avvio del progetto originario. Il suo costo sarà di circa 25 mila euro (meno di 20 mila euro con il bonus attuale previsto per le vetture elettriche) al quale bisognerà però aggiungere 79 euro al mese per il noleggio delle batterie.

Siamo dunque distanti anni luce dalla prima edizione della Mehari, prodotta in 145 mila esemplari in 19 anni, dal 1968 al 1987. La sua semplicità era riuscita a sedurre sia gli agricoltori che i proprietari delle case di vacanza, facendola divenire un piccolo oggetto di culto che ora potrà godere di una nuova vita. I progettisti hanno infatti fatto di tutto per trasferire lo spirito della vecchia Méhari nel nuovo modello alimentato a batterie.

Per quanto concerne le altre caratteristiche, spicca un peso molto rilevante, autonomia tra i 100 e i 200 km, guscio di plastica che può facilmente essere riformato in caso di urti, parabrezza inclinato, piccole portiere intagliate a costine, carrozzeria rialzata (lunga 3,81 metri, larga 1,87), quattro posti e un bagagliaio da 200 a 800 litri. La velocità massima sarà di 110 chilometri l’ora. Si sa anche che il veicolo sarà proposto in una sola versione, con un unico optional (il climatizzatore).

Per quanto infine riguarda le batterie, le stesse sembrano richiamarsi alla tecnologia litio propria del gruppo Bolloré. Ne consegue che se la vettura non viene connessa alla colonnina di ricarica il livello delle batterie si scarica dell’1,5 per cento l’ora, arrivando a zero dopo tre giorni. Vi è comunque la presenza di una modalità invernale, per chi utilizzerà meno la vettura, e finalizzata a preservare più a lungo la carica delle batterie (ma poi ci vorranno almeno 4 ore per ricaricarle, che diverranno quasi 12 nel caso in cui si punti a ricaricarle con una presa domestica di 10 A, o 8 con quella di 16 A).

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