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Amazon investe 150 milioni di euro in Italia

Amazon, una delle multinazionali che grazie ad internet ha fatto la propria fortuna, ha in mente di investire 150 milioni di euro nel nostro Paese, cui si aggiungeranno, nei prossimi anni, almeno il doppio.

L’azieda opera praticamente in tutti i paesi al mondo, grazie appunto ad internet ed alla possibilità degli utenti di acquistare di tutto direttamente da casa propria. Quando diciamo di tutto, ci riferiamo a qualsiasi prodotto, dall’elettronica ai video games, dai prodotti di bellezza ai prodotti per la dieta, dalla frutta alla carne. Si, oggi è davvero possibile acquistare anche prodotti deperibili grazie ai punti di smistamento che il colosso sta posizionando in punti strategici delle più grandi città italiane.

La prima tranche degli impieghi che il colosso di Jeff Bezos ha intenzione di realizzare in Italia riguarda la costruzione di un grosso magazzino per le attività di stoccaggio e di logistica, da installarsi alle porte di Roma. Successivamente, è possibile che Amazon possa investire nuovamente nel Paese attraverso alcuni data centre in alcuni vecchi impianti Enel, da realizzarsi nel breve termine (entro i prossimi 12 mesi).

Quanti annunci ha bloccato Google nel 2015?

Se vi siete mai domandati quanti annunci Google abbia “bloccato” nel 2015, poiché contrari ai leggi o ai propri regolamenti, la risposta è in un numero mostruoso: 780 milioni di unità. E così, dalle medicine che promettono miracoli ai prodotti farmaceutici illegali, passando per la vendita di borse e orologi contraffatti, sono numerose le insidie che il motore di ricerca ha contribuito a individuare e bloccare, rendendo dunque un po’ più serena la navigazione degli utenti internet nel 2015.

Fatturazione elettronica verso la PA, suggerimenti per la compilazione

È scattato il 31 marzo scorso, l’obbligo di fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione. Da questa data in poi, la PA non ha più potuto accettare né pagare fatture emesse in formato cartaceo. La strada per l’adeguamento è ancora lunga, ma la data definitiva è già nota. Si tratta del 1° gennaio 2017, scadenza prevista per l’adeguamento definitivo all’amministrazione digitale, estesa anche ai privati. Intanto, per poter essere pagati dalla Pubblica Amministrazione è necessario essere piuttosto pragmatici. In che modo? Per emettere una fattura elettronica verso la PA, occorre saperla compilare, firmare e trasmettere. Ecco come fare.

FATTURAZIONE ELETTRONICA: I TRE TIPI DI FILE CONSENTITI

Tutti gli operatori che hanno bisogno di fatturare verso la Pubblica Amministrazione devono dire addio al supporto cartaceo e rassegnarsi a lavorare in XML. Per cominciare, occorre precisare che il sistema di interscambio prevede tre tipi di file. Il file FatturaPA è un documento in formato XML che può contenere una singola fattura firmata digitalmente o un lotto di esse, purché abbiano la stessa intestazione.

Un file Archivio, in formato zip, che contiene uno o molteplici file FatturaPA. Infine, un file messaggio, ancora in XML, che rappresenta uno schema XML contenente tutte le informazioni relative all’attività sul sistema, come notifiche di scarto, ricevute di consegna, notifiche di esito e simili.

Per poter inviare una fattura elettronica alla Pubblica Amministrazione, è necessario collegarsi al sito www.fatturapa.gov.it ed effettuare l’accesso con le proprie credenziali Fisconline/Entratel oppure con quelle della Carta Nazionale dei Servizi, abilitata tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. In fase di registrazione, ma anche in quella d’accesso, è richiesto un indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) utile alla ricezione della mail di attivazione dell’account.

ULTIMO PASSAGGIO: LA FIRMA ELETTRONICA

Effettuati correttamente questi passaggi, è ora possibile iniziare a compilare la fattura elettronica. La compilazione della fattura va fatta esclusivamente online, dopo aver installato Adobe Flash Player. Una volta completato l’accesso, dovrebbe apparire una schermata completa delle sezioni da compilare. Tutte le sezioni colorate di giallo sono obbligatorie. I campi vanno quindi riempiti con i dati in nostro possesso. Al termine della compilazione di ogni campo, è bene controllare il tab errori per verificare che non vi siano inesattezze: in questo modo, si evitano inutili perdite di tempo in fase di invio.

Terminata la compilazione e appurato che non vi siano errori, è arrivato il momento di firmare digitalmente il documento. Il sistema di interscambio supporta due formati di firma: il CAdES-BES (che corrisponde al formato xml.p7m) e il XAdES-BES (in formato XML).

Il file va ora inviato al Sistema di Interscambio, tramite uno dei seguenti canali: invio via PEC (all’indirizzo sdi01@pec.fatturapa.it, con file che non superino i 30 MB); via web tramite l’interfaccia di www.fatturapa.gov.it; con servizio SDICoop; con servizio SDIFTP (file transfer protocol) e servizio SPCoop. Una volta completato l’invio, è possibile monitorare lo stato dei propri documenti attraverso il file messaggio. Sul sito www.indicepa.gov.it sono disponibili tutti gli identificativi degli enti da inserire in fattura.

La cartomanzia, segreti e misteri

La cartomanzia è una disciplina che presume la capacità, da parte delle persone che la praticano, di riuscire a diffondere alcune informazioni particolari, spesso riguardanti il futuro, la cui fonte è inaccessibile e avvolta dal mistero.

Tale disciplina prevede l’uso delle carte comunemente conosciute come tarocchi o anche l’utilizzo delle classiche carte da gioco, la cui interpretazione da persone affini a tale pratica, possono rivelare miseri legati al presente, al passato e al futuro.

Generalmente vi si rivolgono persone afflitte da alcune problematiche personali, chiedendo al cartomante, una previsione sul futuro, per quanto possibile e accessibile per tali personaggi. Si chiedono informazioni sul lavoro, l’amore e spesso, anche notizie sui defunti.

Arval: noleggio auto a lungo termine

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Bollo, assicurazione, manutenzione e pratiche burocratiche non ruberanno più tempo ai vostri affari. Professionisti, piccole, medie e grandi imprese possono affidarsi ad Arval, nota società del gruppo bancario BNP Paribas, per il noleggio di un’automobile e provare la mobilità innovativa.

Sempre più diffuso anche nel nostro Paese, il noleggio a lungo termine di auto e mezzi commerciali consente di disporre di una vettura per un periodo superiore a 12 mesi, pagando solamente un canone mensile fisso.