Carta della cultura, utile idea da esportare in tutta Italia

carta cultura

Dalla Lombardia arriva una buona idea per rilanciare la fruizione dei siti culturali di tutta l’Italia. La Regione sta infatti lanciando un abbonamento annuale, una sorta di “carta della cultura”, che permetterà di poter visitare con serenità ed economicità una lista di ben 80 siti lombardi. Al costo di soli 45 euro.

L’operazione è naturalmente una ghiotta opportunità per soffermarsi sulla necessità del rilancio del sistema culturale tricolore, partendo proprio da una regione che di patrimonio culturale ne ha in profondità. Attraverso la card sarà infatti possibile avere accesso a musei, siti archeologici, ville, giardini e castelli, e non solo.

“La nostra regione ha il primato nazionale per i siti dall’Unesco, ma in quanti lo sanno?” – domandava provocatoriamente l’assessore alla Cultura Cristina Cappellini, come citato dall’edizione milanese de Il giornale. E qualche giorno fa, alla presentazione dell’iniziativa nelle sale del Museo del ’900, a conferma dell’importanza dell’iniziativa, c’era anche il governatore Roberto Maroni. Ma come funziona la card?

La carta della cultura ha una durata annuale ed è acquistabile in alcuni musei e sul sito abbomamentomusei.it. Disponibile dal prossimo 19 maggio a tariffe che si preannunciano molto competitive, avrà effettivamente un costo di 45 euro per gli adulti, di 20 euro per i ragazzini dai 6 ai 14 anni, di 30 euro per i giovani tra i 15 e i 26, e di 35 euro per gli ultrasessantacinquenni.

In termini più concreti, al costo di una cena il cittadino potrà accedere tutte le volte che vorrà a più di 80 musei lombardi, tra cui – ricordava ancora il quotidiano lombardo – a tutti i musei civici milanesi, il museo della Scienza e della Tecnologia, il Poldi Pezzoli, le Gallerie d’Italia, il Museo del Duomo, l’Hangar Bicocca, la Pinacoteca Carrara di Bergamo, il Museo di Santa Giulia di Brescia, il Palazzo del tè di Mantova eccetera. Un’iniziativa, questa, già sperimentata con successo dalla Regione Piemonte.

La stessa Cappellini, sottolineando l’importanza dell’iniziativa, ricorda ancora come l’abbonamento sia il frutto di “un progetto atteso da anni che ho fortemente voluto e che rappresenta un’altra iniziativa concreta. Verrà sperimentata durante i sei mesi di Expo e avrà lo scopo di collegare l’offerta della Lombardia e quella del Piemonte, il che consentirà di ampliare in modo significativo sia il bacino di cittadini interessati sia l’offerta culturale dei territori, a partire da Milano e Torino”.

A nostro giudizio l’idea potrebbe funzionare, e dovrebbe altresì essere estesa con convinzione ad altre parti d’Italia, dove il patrimonio culturale attende solamente di essere riscoperto. E, a volte, ancora scoperto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *