BCE, verbali confermano posizione accomodante

La pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione della Banca centrale europea risalente al 18 e al 19 gennaio scorso, ha chiarito – come da attese largamente diffuse – come l’istituto monetario dell’eurozona sia comunque disposta a tollerare “deviazioni limitate e temporanee” al meccanismo di ponderazione degli acquisti attraverso le quote di capitale.

Più nel dettaglio, i verbali che sono stati pubblicati alcuni giorni fa hanno indicato che per poter assicurare una impostazione super accomodante da parte della politica monetaria, sarà “possibile e inevitabile” valutare alcune nuove modifiche tecniche nel meccanismo di acquisti.

Oltre a quanto sopra (che probabilmente rappresenta lo spunto più interessante tra quelli raccolti nel verbale dell’istituto monetario), tra i temi trattati nel corso della riunione di metà gennaio è spiccato anche quello relativo alla discussione relativa a una possibile conclusione prematura del quantitative easing in ragione della recente accelerazione dell’inflazione e del rafforzamento dell’economia: tuttavia, i membri del Consiglio di politica monetaria hanno anche allontanato tutte le speculazioni relative a una chiusura o riduzione anticipata del programma, affermando in questa occasione che gli acquisti verranno condotti secondo le modalità già indicate fino alla fine del 2017, dal momento che la dinamica sottostante per l’inflazione non consegna ancora segnali convincenti di trend in rialzo.

Insomma, come peraltro non certo inatteso, la BCE proseguirà con la propria politica super accomodante per tutto il 2017, avendo imposto una sorta di pilota automatico con la riunione di fine dicembre, ed essendo intenzionata a rispettare questo genere di impostazione fino alla fine dell’esercizio, valutato che non esistono affatto delle variazioni tangibili dello scenario di fondo, e difficilmente ve ne saranno fino alla seconda parte dell’anno.

In altri termini ancora, lo spettro del tapering non dovrebbe far visita sui mercati finanziari almeno fino alla fine dell’estate, quando probabilmente si farà il punto su quel che accadrà nel 2018, e su come la BCE potrebbe avviare una politica di disimpegno nei confronti del proprio programma di acquisto titoli, almeno nelle misure attuali. Una ricalibrazione eventuale entro la fine dell’anno non sarebbe comunque da intendersi come un vero e proprio tapering, bensì come un allineamento delle condizioni a quelle di mercato, nell’attesa che la BCE possa effettivamente comprendere se i propri target possono essere sostenuti anche in assenza di una politica monetaria così generosa.

Vedremo dunque nel corso del prossimo mese quali saranno le evoluzioni sotto questo profilo analitico.

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