Intervista al direttore del Porretta Soul Festival
Intervista di Giampiero
Fatica
5 marzo 2006
Gianpiero:
E allora, per i nostri ascoltatori… abbiamo rintracciato
questa sera Graziano Uliani, buonasera Graziano…
Graziano Uliani: Si, buonasera a tutti!
Gianpiero: Graziano è il direttore
artistico del Festival di Porretta Terme, Bologna, dove
ogni estate si svolge un interessantissimo festival
della musica blues e soul. Da quanto tempo c’è
questa manifestazione?
Graziano Uliani: Beh, noi siamo alla
19esima edizione, siamo partiti nell’88, e quindi
in tutti questi anni abbiamo visto il meglio del soul
degli anni ’60, soprattutto.
Gianpiero: Puoi, per gli ascoltatori
di Radio Omega Sound, descriverci qualche nome tra i
tanti, che ha ospitato la tua manifestazione, per darci
così uno “zuccherino” di quello che
è stata…
Graziano Ulani: Si, beh, è un
festival che è nato soprattutto per la passione
mia e di altri che mi danno una mano a fare il Festival,
per Otis Redding; quindi è un festival dedicato
soprattutto al Menphis Sound, e sin dalla prima edizione,
nell’88, siamo partiti con Roof Stones e i Menphis
Soul, poi ogni anno, accompagnati da l’House Band,
dove c’erano tutti i professionisti che avevano
collaborato con Otis Redding, con Wilson Pickett, con
Aretha Franklin, si sono alternate un po’ tutte
le star degli anni d’oro della musica soul, da
Fame a Boork a Sam e Dave, Isaac Hayes, Solomon Burke,
Eddie Floyd, diciamo nomi anche abbastanza sconosciuti
alla massa però di grande qualità come
Dan Penn, come Eddie Hinton o James Carr; quindi una
predilezione per il soul solista, il soul dell’Alabama,
del Tennessee, e della Georgia.
Gianpiero: Come mai, secondo te, questo
tipo di musica, non si sente nelle grandi radio, che
coprono oramai buona parte dell’emittenza nazionale,
e hanno loro diciamo, lo scacchiere dell’ascolto
per lo più, nella…
Graziano Uliani: Questo tipo di musica
ha imperversato in Europa fino alla fine degli anni
’60, fino ai primi ’70, poi l’avvento
della disco-music ha un pochino penalizzato questo tipo
di musica che veniva soprattutto valorizzata dai musicisti,
cioè: a differenza della pop music, dove i musicisti,
coloro che accompagnavano, cioè che suonavano
nei dischi, non avevano nessuna valorizzazione, la musica
soul invece privilegiava il suono, la qualità
dei musicisti.
Purtroppo negli anni ’70, la disco-music ha un
pochino stravolto il meccanismo della musica dal vivo,
e anche se alcuni film che poi sono diventati dei film
“cult” come “Blues Brothers”,
”Platoon”, come “The Commitments”,
hanno fatto conoscere questo tipo di musica anche alle
generazioni più giovani.
Ecco, un altro fatto particolare è che tutte
le rockstar degli anni ’80, degli anni ’90
e anche dal 2000 in poi, si sono rivolte, hanno attinto
dalla musica di “Menphis” in maniera copiosa,
pensiamo a Sting, piuttosto che agli U2, se andiamo
ancora indietro i Beatles e i Rolling Stones, che hanno
attinto dal Menphis Sound, anche se magari il pubblico
non ha percepito, non ha capito questi meccanismi. Se
poi guardiamo anche in casa nostra, pensate che Zucchero,
il primo grande successo che ha avuto nell’86,
quando incise “Blues”,ricordate brani come
“Pippo” o “Con le mani”, cioè,
è un disco che vendette un milione e mezzo di
copie, grazie a dei musicisti come i Menphis Songs,
che avevano lavorato in tutti i dischi di Otis Redding
e di Aretha Franklin!
Per cui: le radio li trasmettono poco, però basta
scavare un pochino in profondità e diciamo che
tutti hanno attinto a questo tipo di musica.
Gianpiero: Quindi in effetti si può
dire che la disco-music ha attinto in prima battuta,
perché è stata la prima ondata di musica
ballabile, che ha attinto dal soul; e adesso, ancor
oggi, la musica che si balla nei locali, ha attinto
dalla disco-music che ha attinto dal soul e dai pezzi
classici del blues degli anni ’50 e ’60;
è corretto?
Graziano Uliani: Certo! Anche perché
moltissimi poi, anche in tempi molto recenti, hanno
campionato i vecchi brani di James Brown, di Otis Redding,
dei Bar Kays, e quindi, diciamo, questa musica è
il pane che sentiamo tutti i giorni, che mangiamo tutti
i giorni.
Gianpiero: Infatti! Quindi, non c’è
speranza per chi non conosce questo tipo di musica se
non di incuriosirsi un po’ da soli, o andare a
cercare trasmissioni-pilota come la nostra che sono
isolate e perciò anche un valore aggiunto nel
panorama delle radio locali e nazionali, e del tuo Festival,
che però… dopo 19 anni, quale situazione
puoi mettere su carta, cioè che riscontro ha
avuto il tuo festival dopo tanto impegno, dopo tanti
grandi nomi, dall’informazione…
Graziano Uliani: Ma, vedi, la mia grande
soddisfazione, diciamo dall’88 in poi, dopo 19
edizioni, vedo che innanzitutto il pubblico si è
rinnovato perché stanno arrivando molti giovani
a vedere questo festival che hanno riscoperto questo
tipo di musica o l’han scoperto per la prima volta;
e poi, non so, se tu consideri che quest’anno
faremo un tributo a Menphis con i Bar Kays, che tra
l’altro vennero a Porretta nel ’97, e uno
dei brani storici, che è “Soul Finger”
è poi stato ripreso dai Blues Brothers, quindi
un brano che tutti conoscono. Non so, arriveranno i
Neville Brothers, Irma Thomas, Davell Crawford, abbiamo
le nuove leve della musica di Menphis, perchè
portiamo i ragazzi dell’accademia della Stax;
cioè, dove sorgevano i vecchi studi della Stax
a Menphis, l’etichetta di Otis Redding e di Rufus
o di Booker T. o di Isaac Hayes, hanno costruito il
museo della soul music americana, è nata l’accademia
per invogliare i ragazzi che vivono nel ghetto; perché
i ragazzi che vivono nel ghetto, perché diciamo
che Menphis è ancora, nella parte popolata dalla
popolazione nera, come quella che c’era negli
anni ’60. Quindi, ci sono questi ragazzi, che
piuttosto che darsi alla droga o…
Gianpiero: Alla disperazione in genere…
Graziano Uliani: Sì… vanno
a scuola, imparano a suonare, e ci sono dei grossi talenti,
che, appunto, porteremo a Porretta in anteprima i primi
di luglio.
Quindi, dopo 19 anni, vedo che il pubblico effettivamente
è diventato un pubblico trasversale, quindi sia
per età che per gusti; e poi la cosa che mi fa
piacere è che un po’ tutti i musicisti
italiani, da Zucchero, a Ligabue, o addirittura a personaggi
come Beppe Grillo o Chiambretti, vengono al Festival
per vedere gli “originali”. Pensa che, non
so, da Giorgia, a Zucchero, a Paolo Belli o Andrea Mingardi,
si sono tutti esibiti a Porretta gratuitamente, per
il puro gusto di salire sullo stesso palco dove c’era
Rufus Thomas o Sam Moore o Solomon Burke;
Gianpiero: Infatti, Mingardi mi sembra
un paio di estati fa…
Graziano Uliani: Esatto. Si, ma quasi
tutti gli anni diamo un “parterre” che fa
invidia, eh eh eh… Pensate che anche un ministro
della Repubblica veniva, in tempi non sospetti, parlo
di Bobo Maroni, il quale…
Gianpiero: Un appassionato musicista,
mi sembra, no?
Graziano Uliani: Sì, oltretutto
è un gruppo a titolo trasversale, perché,
in tempi di par condicio…
Gianpiero: Finalmente la musica unisce…
Graziano Uliani: Sì… no,
veramente, è una forma musicale effettivamente
trasversale in tutti i sensi.
Gianpiero: Graziano, una delle ultime
domande: ciò che ti chiedevo poco fa, e ci ritorno;
metto il dito nella piaga, forse… Ma a livello
di informazione mediatica, tv, radio, giornali eccetera,
che attenzione c’è verso questo tipo di
festival o, come vedi tu, in generale, a quali festival,
a quali tipi di festival viene data attenzione dalle
forme di comunicazione mediatica in Italia. E anche
all’estero, per quello che ci puoi dire.
Graziano Uliani: Beh, è chiaro
che i media, purtroppo, succede come succede alla televisione:
diciamo fa più notizia uno starnuto di Madonna,
magari della morte di Ray Charles! Esagero volutamente,
però le cose stanno abbastanza in questo modo.
Purtroppo ci sono dei festival che sono delle adunate
oceaniche, dove obiettivamente la stampa deve coprire
l’evento; io devo dire che, nonostante sia un
festival di nicchia, la stampa sia stata sempre abbastanza
“buona” nei nostri confronti, perché
comunque si è resa conto che il Porretta Soul
Festival proponeva una manifestazione con della musica
pulita, della musica che poteva effettivamente essere
da esempio per tanta gente.
Ecco, però c’è da dire che, purtroppo,
a partire dalle radio dove sapete benissimo che vengono
preparate le liste di canzoni da proporre e non ci si
muove da lì! Sono pochissime le radio che possono
davvero proporre un mercato…
Gianpiero: Un palinsesto diverso di
brani, insomma…
Graziano Uliani: Esatto.
Gianpiero: Quindi sono un po’
le case discografiche probabilmente…
Graziano Uliani: Sicuramente, che fanno
il bello e il cattivo tempo!
Gianpiero: Che impongono le charts
da “mandare” e poi di conseguenza le classifiche
delle vendite o presunte tali, e poi alla fine…
ma cosa si vendono, secondo te, più dischi o
più suonerie?
Graziano Uliani: Mah, sai, il fenomeno
delle suonerie è un fenomeno che ha sorpreso
tutti. Credo gli stessi discografici; oggi, veramente,
le suonerie la fanno da padrone. Io mi ritengo un fortunato
perché non ho… eh eh eh… questo tipo
di attitudine! Però purtroppo il mercato è
cambiato completamente.
Gianpiero: Senti, dicci: la prossima
estate, quali sono i nomi del Porretta Festival, per
gli ascoltatori che magari vogliono fare un pensierino
per raggiungere Porretta Terme.
Graziano Uliani: Beh, allora, dal 20
al 24 luglio avremo i Neville Brothers, Irma Thomas
e The Professional, avremo Davell Crawford, questo grande
talento di New Orleans, un pochino l’erede di
Dr, John, avremo il ritorno di J. Blackfoot, ovvero
quello che sostituì Sam Moore, Sam e Dave quando
se ne andarono dalla Stax, i Bar Kays, avremo Carl Firms,
questo personaggio che viene denominato il “padrino”
del Southern Soul, uno dei personaggi che gravitano
attorno a questo circuito dei locali di colore, il cosiddetto
“cicling circuit”; avremo di Dan Golan,
un personaggio incredibile con una voce alla Otis Redding,
che a Menphis suona in un bar, a Porretta è diventato
un idolo del pubblico.
Poi avremo tanti altri personaggi minori, ma “minori”
per nome, non assolutamente per qualità.
Gianpiero: Certo! Sappiamo anche che
hai una “rete” mondiale di radio, internet-non
internet che trasmettono almeno in parte…
Graziano Uliani: Sì!
Gianpiero: Per chi, per un motivo o
per un altro, non potrà arrivare fino a Porretta
Terme, ma magari, potremmo seguirti…
Graziano Uliani: Certo! Ci saranno
oltre 50 radio collegate a Porretta attraverso la banda
larga, quindi questa tecnologia diciamo che permette
attraverso internet di sentire, di ascoltare il Festival,
e sicuramente avremo anche una diretta via internet
che stiamo definendo, ma che comunque, come ogni anno,
ci sarà la possibilità di vedere in video
il Festival.
Gianpiero: In video… spiegaci
un po’…
Graziano Uliani: Si, ogni anno…
l’altro anno lo abbiamo fatto col portale Alice
di Telecom, e con Radio DeeJay; con ogni probabilità,
anche quest’anno avremo la possibilità
di collegarci via internet per vedere tutto il Festival.
Sia durante il Festival che dopo. E, tra l’altro,
come ogni anno, sicuramente avremo molti ospiti a sorpresa,
che per ovvie ragioni, perché se dico i nomi
poi non vengono…
Gianpiero: Eh eh eh… certo…
Graziano Uliani: Però avremo
veramente dei personaggi, dei music-business che saranno
a Porretta, e si esibiranno assieme ai grandi americani.
Gianpiero: Allora, qui noi come Radio
Omega di Anzio, speriamo di poter far parte delle radio
che potranno trasmette il Festival, anche perché
Radio Omega è partner di Radio Web Stereo, che,
sappiamo, l’anno scorso, ha trasmesso il Festival.
Graziano Uliani: Certo! Sicuramente,
per cui sarete della partita.
Gianpiero: Okay, Graziano. Allora, l’ultima cosa,
con cui volevo salutarti, ringraziarti del tuo prezioso
intervento, poi ci risentiremo in prossimità,
in vicinanza dell’avvio del Festival, per ricordare
agli ascoltatori le date e farci un’altra chiacchierata
anche prima se tu vorrai…
Graziano Uliani: Certo!
Gianpiero: Un’ospite importante
che non è più tra noi, che tu hai ospitato,
forse l’ultima esibizione o una delle ultimissime
esibizioni. Chi hai avuto al Porretta Festival l’estate
scorsa?
Graziano Uliani: Beh, tu parli di Wilson
Pickett…
Gianpiero: Wilson Pickett!
Graziano Uliani: Wilson Pickett credo
che sia stato una delle icone della musica soul, attorno
a Porretta, dopo 12 anni di assenza dall’Italia,
ottima band, grande professionista, e diciamo purtroppo,
come è successo ad altri grandi personaggi che
sono venuti a Porretta come Rufus Thomas, non c’è
più, ha lasciato una grossa eredità, e
noi gli faremo un tributo alla prossima edizione, dove
ogni partecipante del Porretta Soul Festival eseguirà
un brano di Wilson Pickett.
Gianpiero: Questa è una cosa
molto bella, tra poco riprendiamo la programmazione
musicale con “Mustang Sally” che ho scelto
ed è qui pronta per partire, noi ti ringraziamo
da Radio Omega e ci risentiamo presto, e ancora grazie
del tuo intervento….
Graziano Uliani: Grazie a tutti voi,
vi aspetto a Porretta, venite al 23 di luglio.
Gianpiero: Grazie, un saluto anche
ad Andrea Albicini, tuo collaboratore…
Graziano Uliani: Grazie…
Gianpiero: … Un abbraccio!
Graziano Uliani: Grazie a tutti voi!
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