Spettacolo, musica, arti: Artisti, professionisti, aziende, enti, informazioni Realizza i tuoi desideri
BluecommunityArtisti, tecnici, professionisti, aziende, associazioni, locali, scuole, emittenti, teatri, studi, sevice, servizi variEventi, ferstival, concorsi, concerti, mostre, spettacoli, rassegne, feste, incontri, seminari, corsi, premi, cartelloniIscrizioni agli elenchiAnnunci cerco e offro lavoro, artisti, lezioniDiscussioni, eventi, corsi, provini, concerti, mostre, spettacoli, rassegne, amici, collaborazioniServizi e promozioneOfferte
Login .    Elenchi | Artistii Iscrizioni | Annunci | Forum || Associazioni | Eventi | Rubriche | Corsi | Concorsi | Servizi | Partners | Pubblicità | Link | Newsletter  FAQ
Artisti - musica
Artisti-spettacolo
Artisti - arte
Artisti -scrittura
Compagnie
Orchestre e Cori
Tecnici
Associazioni
Locali
Scuole
Radio - TV
Gallerie
Aziende varie
FAQ
Segnala evento
GRATIS!
GUADAGNA!
Affari
Lavoro
Arte/cultura
Salute/sociale
Tempo libero
Utilità varie



    
 Home > Articoli > L'Angolo del Rock > Santana
Abraxas
Samuel Torresani
Trieste - Atalanta
Contatto



Editoriale "L'angolo del Rock"

Santana: "Abraxas"
di Samuel Torresani - 2005

Abraxas"
Columbia 1964
Santana "Abraxas"1 – SINGING WINDS, CRYING BEASTS
2 – BLACK MAGIC WOMAN / GIPSY QUEEN
3 – OYE COMO VA
4 – INCIDENT AT NESHABUR
5 – SE A CABO
6 – MOTHER’S DAUGHTER
7 – SAMBA PA TI
8 – HOPE YOU’RE FEELING BETTER
9 – EL NICOYA
Rate ****1/2

All’alba dei ’70, Carlos Santana è uno dei tre chitarristi presenti sulla scena mondiale che può sfoggiare una pulizia di suono e un tocco degno di B.B.King. I suoi soli pari contemporanei sono Eric Clapton e Mike Bloomfield, con la differenza che però Santana suona in una latin band, e fino ad allora non c’erano latin band che usassero una chitarra solista. Il paradosso con Santana è stato il fatto che questa band è stata accettata e amata più dai giovani fan dei Grand Funk Railroad e dei Ten Years After, che non dagli appassionati di Chicago e John Mayall.
Il cuore dei Santana sono l’organista Gregg Rolie e il bassista Dave Brown che da soli riuscivano a tenere in piedi le canzoni dando loro ritmo, e lasciando a Carlos Santana il compito di scolpire magici assoli.
Santana è un chicano e, come tale, amante della chitarra, lo strumento più usato nella musica messicana: nel corso degli anni era riuscito a perfezionare uno stile che associava il blues con il cool jazz, intrecciando il tutto con la musica latina. Questo mix suonava bene, e, tra le band bianche, solo i Chicago potevano vantare una tale solidità ritmica alle percussioni, ma con la differenza che le loro canzoni venivano tenute assieme soprattutto dai fiati, mentre quelle di Santana da congas e timpani.
Oggi Carlos Santana è un’icona per i chitarristi: con le sue recenti collaborazioni con artisti emergenti del pop e del rock, ha guadagnato nuova fama soprattutto presso i più giovani, anche se artisticamente non si possono di certo ritenere delle belle trovate. Niente da dire sulle sue qualità, resta pur sempre uno dei migliori musicisti di tutti i tempi, ma invecchiando si è abbandonato troppo spesso a facili soluzioni anziché provare a fare musica all’altezza dei suoi vecchi standard.
Abraxas è comunque il prodotto di un altro Carlos Santana, e la sua band era al tempo idolatrata da decine di migliaia di hippies dopo la storica performance in quel di Woodstock; era una band che riusciva a mischiare il rock standard e le psichedelìe di San Francisco con il latin e il jazz imparati nei suoi anni giovanili in Messico. La stessa copertina dell’album dà una certa idea di ciò che l’LP offrirà: una sorta di pastiche di immagini, paesi, volti; un misto di fede e sensualità, di celebrazione e di penitenza, con la suggestione data dall’uso di droghe assai massiccio a quel tempo.
È un album che nasce nella west coast americana nel 1970. Sulla scena sono presenti i Doors, che avevano forzato i confini con eccessi, sensualità e autodistruzione, ma che ormai erano sulla via del tramonto; i Jefferson Airplane e i Grateful Dead con le loro battaglie politiche e gli abusi di sostanze stupefacenti: tutto sembrava già stato fatto e nulla più pareva impressionare il pubblico… poi venne Abraxas.
Seguendo la scia dell’album d’esordio (Santana, 1969), i Santana riuscirono a far impazzire la gente con le loro nuove sonorità garantendosi un posto nella storia del rock.
L’intro, “Singing Winds, Crying Beasts”, inizia con un oscuro piano che incalza minacciosamente assieme alle percussioni, facendo risuonare il tutto come in una sorta di rituale voodoo. Si passa poi alla celebre Black Magic Woman, canzone dalla storia assai travagliata: scritta da Peter Green per i suoi Fleetwood Mac, non era stata apprezzata a sufficienza dalla band che non aveva voluto inciderla. Ci hanno pensato i Santana a renderla un capolavoro cambiando molto l’originale e dandole un mix di soul e rock.
È ancora una cover a tenere alti i toni dell’LP: Oye Como Va, puro distillato di latin jazz firmato Tito Puente, in cui l’hammond di Gregg Rolie e la batteria di Michael Shrieve accompagnano la lead guitar di Santana.
Dopo un paio di interessanti passaggi (Incident At Neshabur e Se A Cabo), si passa a due ottimi pezzi rock firmati Gregg Rolie (Mother’s Daughter e Hope You’re Feeling Better, in cui la voce dell’organista rievoca sorprendentemente quella di Hendrix), e tra i due alla celeberrima Samba Pa Ti, unica canzone scritta dal solo Carlos Santana nel disco. È sicuramente la canzone più famosa dell’LP, una di quelle usate talmente tante volte in colonne sonore e pubblicità da essere conosciute praticamente da tutti anche senza saperne il perché. Il latin jazz / salsa / shuffle che accompagna le stupende note della chitarra solista, fanno di questa canzone strumentale un classico della storia della musica.
L’album finisce con El Nicoya, un folle canto tribale condito di percussioni e chitarra acustica che sfuma chiudendo l’album concedendo qualcosa di differente.
Nei suoi 34 anni, questo disco dimostra di essere ancora una pietra miliare, e se vi piace ciò che Santana ha fatto negli ultimi anni, allora veramente dovreste provare a sentire questa band ai tempi in cui ancora aveva fame, negli anni giovanili.
Questo album non contiene solo una miscela di rock e sound latini, ma anche una qualità spirituale che sembra mancare alla musica di oggi.


Canzoni + :
Samba Par Ti
Hope You’re Feeling Better
Black Magic Woman

Santana:
Carlos Santana, chitarra, voce;
Gregg Rolie, tastiere e voce;
David Brown, basso;
Michael Shrieve, batteria;
Mike Carabello, percussioni;
Josè Chepito Areas, percussioni.

Samuel Torresani



Home > Articoli > Santana



 
 

Home | Aziende/Tecnici | Artisti/Compagnie | Enti | Annunci | Forum-Chat | Eventi | Concorsi | Corsi | Servizi | Partners | Offerte! | Link | Iscrizioni | Newsletter
BlueCommunity© Tutti i diritti riservati: Battistelli - Ass.FirstBusinessCompany - Informazioni - Webmaster - Servizi - Pubblicità - Segnala alla redazione/FAQ