Mp3, tasse ed ipocrisia
Giampiero
Fatica
E' di questi giorni la notizia che vede
nei Paesi Bassi avanzare il proposito d'aumentare la
tassazione sui lettori Mp3.
Come
al solito, le major, le industrie che nel mercato rappresentano
sè stesse ed il loro opposto, dapprima fiutano
l'affare facendo sviluppare la vendita di prodotti,
(in questo caso ci limitiamo al settore dei multimediali)
e, successivamente, li si addita come fuorilegge o necessari
di tassazioni. Tutto ciò chiaramente avviene
non al momento del lancio del prodotto, ma quando oramai
ce l'hanno tutti e il ciclo produttivo è soddisfatto.
La legislazione tutta, derivante dal mondo della rappresentanza
politica, sempre in ritardo rispetto all'evolversi dei
fenomeni sociali, s'adegua ai voleri di quegli stessi
attori che in prima istanza hanno permesso e rilanciato
non solo l'utilizzo dei prodotti citati, ma dell'utilizzo
improprio degli stessi, basti ricordare che ancor oggi
si permette alle grandi aziende telefoniche di pubblicizzare
le loro connessioni adsl con slogan di turno del tipo
"scarichi a 4 magabit" ...
Hanno
riempito il mondo di masterizzatori e DVD per poi aumentare
i prezzi dei cd-r e audio. Ancor oggi spot ad effetto
ci mettono in guardia dalla pirateria multimediale,
mentre il prezzo dei cd e dvd "originali"
rimane immutato nei negozi, tranne qualche timido esperimento,
per lo più sul revival. Riferendomi alla musica,
anche ripiegando su un vinile-mix, che cerca un dj nei
negozi specializzati, si parte dagli 8 euro quando va
bene e viene tenuto in pista al massimo 3 minuti. C'è
chi fa la spesa di compilation ed altro in edicola,
accontentandosi di quel che passa il convento. Le case
automobilistiche, anch'esse in crisi, dotano oramai
i loro modelli di lettori cd mettendo in pensione i
mangiacassette, e alcuni tra i "maggiori esperti"
di marketing s'accorgono che in auto è meglio
il lettore che comprende l'mp3.
Si
salvi chi può.
Gianpiero
Fatica
(DJ,
PR, collabora anche con www.radiowebstereo.it)
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