Editoriale "L'angolo del Rock"
Bryan Adams - “Reckless”
di Samuel
Torresani - 2005
Reckless
A&M 1984
1 – ONE NIGHT LOVE AFFARIR
2 - SHE’S ONLY HAPPY WHEN SHE’S DANCING
3 - RUN TO YOU
4 - HEAVEN
5 - SOMEBODY
6 - SUMMER OF ‘69
7 - KIDS WANNA ROCK
8 - IT’S ONLY LOVE
9 - LONG GONE
10 - AIN’T GONNA CRY
Rate *****1/2
Con il suo ruvido “born-to-rock”, il suono pungente
di chitarre e batteria e testi semplici ma assai diretti,
il rocker dell’Ontario – anche se da sempre educato
alla tradizione rockeggiante della Vancouver area –
confeziona un disco di puro rock, che forse per alcuni non
brillerà per originalità, ma che è sicuramente
eccellente nella forma.
Se “Everything I Do, I Do It For You”, dall’album
“Waking Up The Neighbours” (A&M, 1991) è
stato il suo singolo di maggior successo, Reckless , confermando
tutte le premesse del precedente “Cuts Like A Knife”
(A&M, 1983), è stato l’album che ha decisamente
cambiato la carriera del canadese.
Si tratta di una clamorosa miscela di singoli: oltre a Heaven
(n.1 nelle charts) ben altre cinque canzoni dell’LP
finirono nelle Top 40, e precisamente Run To You, Somebody,
Summer Of ’69, One Night Love Affair, It’s Only
Love.
Il fatto che Reckless fu più volte disco di platino
e che sei canzoni finirono per un considerevole lasso di tempo
nella Top 40 nel periodo di maggior vitalità del decennio
del settore discografico, sta a testimoniare il valore assoluto
di questo lavoro.
Oltretutto Adams sfruttò il filone di popolarità
che gli artisti canadesi avevano acquisito in quegli anni
– con i Rush divenuti una delle migliori band di rock
progressivo e Corey Hart ben presente nelle classifiche pop
– superandoli e divenendo l’artista canadese n.1
in termini commerciali.
L’album è il frutto della copiosa collaborazione
tra Bryan Adams e l’amico Jim Vallance: molti a proposito
dicono che quando nella seconda metà degli anni ’90
il duo Adams/Vallance si separò, la carriera del nostro
andò verso un rapido declino, e ad onor del vero, sono
anch’io di questo parere.
Non solo il songwriting fu di assoluto livello, ma anche lo
staff che confezionò il disco: Bob Clearmountain, co-produttore
con Adams del lavoro, era considerato uno dei migliori mixeristi
in circolazione al tempo, e il suo apporto nel sound dell’album
si sente, eccome; i musicisti sono gli stessi che hanno accompagnato
la carriera di Bryan e che lo accompagneranno in seguito,
una band a cui il canadese deve molto: Keith Scott (chitarra),
Dave Taylor (basso), Mickey Curry (batteria), Tommy Mandel
(tastiere).
I contenuti dell’album sono di prim’ordine (anche
se per questo i maligni dicevano che non potevano essere solo
il frutto dell’ingegno di un giovane 25enne, e che quindi
la mano di Vallance era stata molto più presente di
quanto si volesse far credere); in copertina, in una foto
in bianco e nero, viene presentato un Bryan Adams molto “reckless”
(il titolo è significativo dei contenuti dell’LP
, ed è stato preso da un verso della canzone finale
“Ain’t Gonna Cry” in cui Adams canta “I
Got Reckless Baby”), con classico taglio di capelli
anni ’80 e giacca in pelle.
Ci sono ben tre collaborazioni importanti: il notissimo duetto
con Tina Turner in It’s Only Love (che valse ad Adams
l’ MTV Video Award), il contributo ai cori in She’s
Only Happy When She’s Dancing di Lou Gramm dei Foreigner,
e la batteria di Heaven incisa da Steve Smith dei Journey.
L’album è arrangiato in maniera perfetta, iniziato
splendidamente da One Night Love Affair e chiuso altrettanto
bene da Ain’t Gonna Cry.
Tutte le canzoni sono rock tranne Heaven, unica ballad del
disco, contenuta anche nella colonna sonora del film A Night
In Heaven. Il miglior brano è probabilmente Run To
You, che fu il primo singolo dell’LP e che spedì
Bryan Adams ai piani alti dello showbiz.
Al tempo fu veramente sorprendente come l’album non
fosse stato preso in considerazione come “Album Of The
Year”
Un consiglio sincero: se non vi piace il rock and roll, cercate
di non avere niente a che fare con questo disco, e comunque
non aspettatevi il Bryan Adams degli ultimi anni perché
vi ritrovereste di fronte un artista molto diverso: onesto,
diretto, che urla la sua voglia di rock con chitarre ruggenti
e grande vitalità.
Canzoni +:
Run To You
Heaven
Summer Of ‘69
Samuel Torresani
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