Editoriale "L'angolo del Rock"
Bruce Springsteen: "Darkness
On The Edge Of Town"
di Samuel
Torresani - 2005
Darkness On The Edge Of Town
Culumbia, giugno 1978
1 – BADLANDS
2 – ADAM RAISED A CAIN
3 – SOMETHING IN THE NIGHT
4 – CANDY’S ROOM
5 – RACING IN THE STREET
6 – THE PROMISED LAND
7 – FACTORY
8 – STREETS OF FIRE
9 – PROVE IT ALL NIGHT
10 – DARKNESS ON THE EDGE OF TOWN
Rate *****1/2
Per il suo quarto album Springsteen si taglia la barba ed
elimina le irsute e romantiche poesie epiche del precedente
Born To Run (Columbia, 1975). Ciò che emerge sono dieci
canzoni tirate i cui soggetti sono persone rovinate dalla
famiglia, dall’avidità e dalla vita di ogni giorno.
Addirittura era talmente preso da questo tema da lasciare
fuori dall’LP canzoni come Fire e Because The Night
che poi diventeranno smashing hits rispettivamente di Pointer
Sisters e Patti Smith. Nonostante la pesantezza dei temi trattati
e la cupezza del titolo, Darkness On The Edge Of Town non
è un disco tetro. I suoi personaggi cercano una via
di salvezza, di riscatto: “I believe in the hope that
can save me…” canta Springsteen in Badlands, mentre
il narratore di Racing In The Street potrebbe non trovare
mai vincendo alle corse l’assoluzione che cerca, ma
la sua speranza in una vita migliore è ciò che
lo fa guidare e continuare a vivere.
Uscito nel 1978 in piena era punk, l’album è
ben lungi dall’esserlo, ma è colorato di quel
sound grezzo in voga nel rock a quel tempo. La E-Street Band
suona ogni canzone come se fosse la sua ultima occasione di
fare musica: in particolare Max Weinberg suona la batteria
con autentica passione, fissando la miglior performance della
E-Street Band in studio.
Particolare interessante è che più della metà
della canzoni fa riferimento alla guida, dalle strade di fuoco
alle vie impolverate, “From Monroe To Angeline”:
ma mentre Bob Dylan ha la sua Highway 61 e gli AC/DC la loro
Highway To Hell, Springsteen sa che le strade vanno in ogni
direzione; paradiso o inferno, sono comunque gli uomini stessi
a scegliersi la destinazione.
Il ritardo dell’uscita del disco aveva fatto credere
che Springsteen fosse in una sorta di pausa creativa: in realtà
in quei tre anni il nostro scrisse decine di canzoni, molte
delle quali fu poi costretto a scartare al momento di scegliere
la track-list di Darkness On The Edge Of Town. La scelta del
continuo posticipare l’evento era da imputare alla Columbia
e alla battaglia legale allora in corso con il suo ex manager.
Diverse canzoni scartate dall’LP finirono nella raccolta
di inediti Tracks (Columbia,1998).
Come si diceva, in questo molto atteso lavoro, Springsteen
si tiene alla larga dai suoni densi dell’acclamato Born
To Run per dare maggiore enfasi al suo caratteristico stile
di canto gutturale.
Sebbene gli arrangiamenti siano più scarni, la musica
è comunque energica, e ciò è dovuto,
oltre alla ottima prova della E-Street Band, alla bravura
dei produttori Steve Van Zandt, Jimmy Iovine e Charles Plotkin.
Dal punto di vista dei testi, i protagonisti di Born To Run
erano dei giovani e il mondo veniva visto attraverso i loro
occhi, mentre in Darkness On The Edge Of Town la soggettività
si sposta verso persone più mature, uomini e donne
che hanno smesso di sognare perché la vita glielo impedisce.
Sono canzoni in cui si parla della fatica di tirare la fine
del mese, del lavoro, dei problemi quotidiani con cui tutti
gli uomini comuni devono confrontarsi. L’ottimismo lascia
spazio al realismo con tutto quel che ciò comporta.
L’unica similitudine con il lavoro precedente rimane
la consapevolezza che un uomo deve avere degli ideali e ad
essi non può rinunciare perché solo attraverso
questi si può sopravvivere in un mondo di ingiustizie.
Venendo alle canzoni, in Badlands è presentata una
quantomai realistica visione dei bassifondi, abitati da persone
che lavorano duramente tutto il giorno, che fanno mestieri
umili e faticosi e che sono ormai troppo stanche per pensare
a qualcosa di meglio. Si passa poi alle chitarre di Adam Raised
A Cain, in cui Bruce urla il suo disagio su suoni sporchi
e taglienti. Altri grandi classici sono Racing In The Street,
The Promised Land e Prove It All Night che mantiene alto il
ritmo con una melodia di grande presa e un ritmo travolgente.
Il disco poi si chiude con la title-track che parla della
voglia di riscatto di una persona che ha perso tutto ma che
è cosciente del fatto che non può fuggire al
suo destino, alla sua natura.
Questo è un album che migliora ogni volta che lo si
ascolta: The Promised Land, Badlands, Adam Raised A Cain sono
modelli di come un genere non sofisticato possa illuminare
una matura introspezione filosofica. I testi e la voce muovono
da una casualità a uno stile incantatorio che toglie
il respiro per la sua finezza, sovvertendo degli ordinari
dettagli in veri e propri atti significativi.
Darkness On The Edge Of Town è l’album della
maturità di Springsteen, e contiene almeno cinque classici
che ancora oggi infiammano il pubblico ai suoi concerti. Il
Boss è il punto di riferimento per la gente comune
che nelle sue canzoni rivede la propria vita: Hollywood mostra
gli States come la terra promessa, Bruce ne canta la vera
vita per la strada
Canzoni +:
Badlands
The Promised Land
Adam Raised A Cain
Samuel Torresani
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