LA PROGRAMMAZIONE RADIOFONICA ITALIANA
Con un comunicato stampa datato 21 settembre 2007 (che qui
di seguito integralmente riportiamo), a seguito delle recenti
polemiche generate dalla presenza o meno di produzioni italiane
nelle prime posizioni delle classifiche di programmazione
radio, la società di ricerca bolognese Knowmark ha
deciso di rendere pubblica l'analisi dell'intero repertorio
trasmesso dalle radio italiane.
A tal fine si ricorda che le citate classifiche analizzano
solo i brani più trasmessi.
Il campione utilizzato rappresenta il 51% di share ascolti
in media giornaliera (fonte Audiradio - 1° semestre
2007) consentendo un'elevata attendibilità dei valori
ricavati.
I risultati completi dell'indagine sono stati pubblicati
anche sul numero di ottobre di MUSICA & DISCHI, a pagina
24.
DATI SALIENTI
1) Il 72% della programmazione radiofonica è riconducibile
a produzioni musicali di etichette "major" (49,5%
produzione diretta e 22,5% distribuzione di etichette indipendenti);
2) Il 40% della programmazione complessiva è coperta
da produzioni indipendenti straniere in licenza e solo il
7% da indipendenti italiane;
3) La presenza di produzioni italiane non supera, nel complesso,
il 35,6% sul totale del campione, per scendere fino al 22%
nel segmento di radio nazionali differenziate per tipologia
di palinsesto;
4) Meno dell'8% di artisti italiani gode di una quota passaggi,
all'interno della percentuale riservata agli artisti italiani,
che va dal 40% al 70% del totale trasmesso;
5) Il periodo di rilevazione va dal 1° gennaio 2007
al 31 marzo 2007 su un campione di 18 emittenti radiofoniche,
suddivise in base alla copertura territoriale, utilizzando
la moderna tecnologia di riconoscimento automatico dei brani
musicali, che consente questo tipo di analisi anche in tempo
reale grazie al sistema di fingerprint.
In conclusione, come commenta l'autorevole rivista MUSICA
& DISCHI, i risultati sono sorprendenti e confermano
la disattenzione (che sfiora il boicottaggio) da parte della
nostra emittenza nei confronti della nostra produzione musicale
nazionale, e indipendente in particolare: "In media
- dichiara il responsabile di Knowmark, Dario AMATA - la
musica italiana non supera il 35% del programmato, su base
giornaliera, da tutte le radio, e ancora più bassa
è la presenza media di musica italiana nei grandi
network nazionali, dove (se si escludono le emittenti specializzate
in musica italiana) la percentuale scende sotto il 23%".
[si ringrazia l'associazione ACEP]
L'ACEP ricorda che: "il diritto d'autore non è
una tassa, bensì la giusta remunerazione per il lavoro
intellettuale svolto dall'autore".
L'ACEP ricorda anche, a tutti i musicisti esecutori, come
facciamo mensilmente già da oltre due anni, che "la
fedele compilazione dei programmi SIAE è fondamentale
per la corretta ripartizione dei diritti agli autori, compositori
ed editori delle opere utilizzate".
A tal proposito, al fine di stimolare la massima correttezza
nella compilazione dei programmi musicali, gli Organi sociali
della SIAE hanno deciso, già dall'anno 2006, che
se un programma musicale, in seguito a controlli della stessa
SIAE risulta irregolare per oltre il 20%, scatta immediatamente
l'esclusione dalla ripartizione per un intero semestre di
tutti i programmi sottoscritti da quell'esecutore o dai
componenti di quel gruppo musicale. Inoltre, recentemente,
l'esclusione dalla ripartizione è stata estesa a
due consecutivi semestri, in caso di recidiva.
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