Allergia agli arachidi, scoperta nuova cura

Se il problema vi pare da poco, vi sbagliate (e di tanto). L’allergia agli arachidi riguarda infatti una folta fetta di popolazione statunitense – e non solo – tanto che nel Paese nordamericano le ricerche su una possibile terapia non si contano. Eppure, non è dagli Stati Uniti, ma dalla Francia, che arriva la soluzione a uno dei problemi più diffusi di salute pubblica negli USA.

Il laboratorio francese Dbv Technologies ha infatti comunicato di aver sviluppato un trattamento che promette una vera e propria rivoluzione nei confronti di quanti manifestano reazioni allergiche dopo che hanno mangiato le noccioline. Una reazione allergica che è particolarmente sgradita nel territorio a stelle e strisce, dove il burro di arachidi è una sorta di simbolo nazionale.

Eppure, nonostante tale passione, pare che quasi il 2% dei bambini americani soffra di questa patologia e ogni anno muoiono, nel Paese e per questo motivo, circa un centinaio di persone. Nonostante quanto sopra, fino ad oggi nessuno è riuscito a trovare un rimedio, nonostante la sperimentazione di alcuni tentativi più o meno utili.

Le cose stanno tuttavia per cambiare, visto e considerato che l’invenzione della francese Dbv, da ottobre quotata al Nasdaq, sta facendo sorgere vere speranze nei confronti di tutti gli allergici, attraverso il proprio cerotto Viaskin, che diffonde l’allergene nell’individuo allergico alle arachidi senza che la sostanza passi dal sistema sanguigno, limitando in questo modo enormemente il rischio di reazioni al prodotto.

Una soluzione talmente convincente che la Federal and Drug Administration (Fda) ha concesso il beneficio della procedura accelerata al medicamento sviluppato da Dbv, riconoscendolo poi come una svolta terapeutica. In altri termini, l’authority americana ha introdotto la terapia all’interno di una corsia preferenziale che possa eliminare qualsiasi dubbio sui rischi che pesano sullo sviluppo del prodotto e sulla successiva introduzione sul mercato.

Naturalmente soddisfatte le parti in causa, con il laboratorio francese che ritiene come tale misura possa accelerare la commercializzazione del primo medicamento della biotech. Per metter le mani sul cerotto bisognerà tuttavia attendere almeno il 2018 per gli Stati Uniti, e il 2019 per la Francia. E non basta: presto potrebbero arrivare sul mercato altri cerotti per curare ulteriori tipi di allergie, come quelli al latte e alle uova. Una ghiotta e interessante opportunità per i milioni di allergici in tutto il mondo, che possono ora maturare con convinzione una nuova speranza di benessere.

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