Agevolazioni acquisto prima casa: spettano anche se l’immobile è nel luogo di lavoro

Stando a quanto affermato dai giudici tributari capitolini con la sentenza n. 2219/2016, emessa dalla sezione sesta della Commissione tributaria regionale di Roma, e depositata lo scorso 20 aprile, l’agevolazione per l’acquisto della prima casa (o per il riacquisto della stessa) spetta non solamente nel caso in cui si trasferisca la residenza nell’immobile acquistato entro 12 o 18 mesi (a seconda dei casi) bensì anche quando l’immobile è è situato nel comune dove il contribuente svolge la propria attività lavorativa.

La vicenda di cui si è occupata la Commissione tributaria regionale parte dall’evidenza secondo cui il contribuente si era opposto all’avviso di liquidazione con cui l’Agenzia delle Entrate revocava le agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa a causa del mancato trasferimento della residenza.

La Commissione tributaria provincia di Roma, infatti, sul presupposto che il ricorrente avrebbe dovuto trasferire la propria residenza, e che non l’aveva trasferita – come invece dichiarato nel rogito – procedeva a confermare la disapplicazione delle agevolazioni, nonostante il ricorrente avesse avuto la sua sede di lavoro proprio nel luogo in cui avrebbe dovuto trasferire la propria residenza.

Contro tale sentenza il contribuente ha poi proposto appello rivolgendosi alla Commissione tributaria regionale del Lazio, dove sono state accolte le lamentela del ricorrente, e dove sono state confermate le agevolazioni fiscali. In particolare, il collegio regionale osserva come il contribuente “residente nel comune di Genzano Romano, con sede di lavoro ad Aprilia, aveva acquistato un immobile in quest’ultima città
dichiarando nel rogito (…) l’intenzione di trasferire la residenza nel comune di ubicazione dell’immobile acquistato; ma il trasferimento non è mai avvenuto”.

I giudici ricordano poi che “ai fini dell’applicazione dell’aliquota agevolata… devono ricorrere le seguenti condizioni:… che l’immobile sia ubicato nel territorio del comune in cui l’acquirente ha o stabilisce la propria residenza… o se diverso, in quello in cui l’acquirente svolge la propria attività”.

La Commissione ha infine rilevato che oltre al trasferimento della residenza, l’agevolazione può essere fatta valere anche in base al criterio della sede di lavoro, certamente non precluso al contribuente (diversamente opinando, infatti, il criterio territoriale non avrebbe alcun senso, esaurendone il primo – cioè il trasferimento della residenza nell’immobile acquistato entro un ceto periodo di tempo – l’ambito di rilevanza).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *